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Incompatibilità De Luca: è scontro tra PDL e SEL

Scritto da Redazione il 4 settembre 2013 in Politica. Stampa articolo

de_luca_vincenzo111Salerno. Continua la polemica sull’incompatibilità del doppio incarico di De Luca. “Molto tempo fa ero già intervenuto relativamente alla questione del doppio incarico e francamente non la trovo entusiasmante, ma visto che la situazione rimane vigente ed, anzi, rispetto alla stessa registriamo le dichiarazioni dell’assessore Calabrese credo che qualche puntualizzazione sia opportuna”. Interviene così Michele Sarno, componente del Coordinamento del Pdl di Salerno sulla questione incompatibilità del sindaco Vincenzo De Luca e sulla difesa di parte dell’assessore all’Ambiente Gerardo Calabrese.

“La dichiarazione dell’assessore all’ambiente – continua Sarno – appare molto ecologica e poco densa di libertà. Nella stessa registriamo un cieco furore nei confronti di Berlusconi attraverso un improprio richiamo al concetto di stato di diritto e principio di legalità. A Calabrese andrebbe rammentato che prima di parlare dei problemi altrui e prima di vestire i panni dei censori bisogna essere certi rispetto alla propria irreprensibilità comportamentale. E sul punto non appare di poco momento evidenziare come e quanto in passato il Sindaco di Salerno abbia stigmatizzato la logica del doppio incarico allorquando riguardava altri, mentre oggi si dimostra compiacente verso se stesso. Al di là dei risvolti giuridici un tal comportamento si commenta da se. Relativamente poi alla procedura adottata in seno al consiglio comunale va ribadito che allorquando esiste una norma la stessa va applicata e non affidata nella sua applicazione alla interpretazione che della stessa viene fatta da una maggioranza che poiché legata al Sindaco De Luca appare poco imparziale e molto di parte. Per questo motivo sarebbero auspicabili le dimissioni del Sindaco in quanto un tal comportamento lo riabiliterebbe rispetto ad un recente passato in cui più volte dalle televisioni e dai giornali ci ha dato lezioni di etica comportamentale. Se tanto non accadrà quella dell’assessore Calabrese non è altro che la strumentale difesa di una parte politica travestita da difesa di valori collettivi”.

Lunedì   Mara Carfagna,  tornata  a Salerno nel giorno del consiglio comunale sull’incompatibilità di Vincenzo De Luca, ha convocati i dirigenti del Pdl si è espressa con un certo rammarico  per la strategia politica adottata  dal sindaco di Salerno. “Sono delusa come cittadina – si sfoga l’esponente del Pdl –  Tutti sanno che non ho mai negato la stima personale che nutro nei suoi confronti, ma ora la sua condotta è incomprensibile e deludente”. Poi entra nel merito ponendosi alcune domande: “De Luca dice di non essere incompatibile perché non ricopre alcuna delega da viceministro. Ma allora – si domanda– perché non si dimette? Per dignità personale e politica, perché continua a ricoprire un ruolo nel Governo se non può esercitarlo? Lui è una persona molto orgogliosa per questo – sottolinea –  non capisco il suo modo di agire”. Di qui l’affondo di carattere politico: “De Luca si è sempre schierato per la trasparenza e la legalità criticando spesso gli esponenti di centrodestra. Ma, adesso, con questa strategia sul suo doppio incarico, sta prendendo in giro i salernitani e la sua intelligenza. O non è viceministro e si dimette per dignità, oppure si dimetta da sindaco” chiosa l’esponente del Pdl. E nel caso rassegnasse le dimissioni da primo cittadino si dovrebbe tornare al voto? Per la Carfagna non ci sono dubbi: “Assolutamente sì, perché la sovranità appartiene al popolo”. Secondo l’ex ministro del Governo Berlusconi le ultime decisioni di De Luca sono frutto di una “eccessiva considerazione che egli ha di se stesso” oppure di una “sottovalutazione dell’intelligenza dei cittadini”. Sull’esito del consiglio comunale dà un giudizio netto: “Si sta tentando di perdere tempo. Bisogna evitare di dare uno spettacolo di politica politicante, che sta già offrendo il peggio di se”. Al centro dei colloqui con i dirigenti azzurri anche la raccolta delle firme per i referendum sulla giustizia, che nel Salernitano ha superato quota 10mila, e la rinascita di Forza Italia prevista entro la fine di settembre. Ha inoltre, accusato la sinistra di ‘doppiopesismo’ dai risvolti raccapriccianti che denota da parte del Partito che si autodefinisce ‘democratico’: ” una visione utilitaristica delle Istituzioni”.

Ma la replica non si fa  attendere. A darla è l’Assessore Gerardo Calabrese (Sel) che in una nota scrive: “L’Italia è uno Stato di diritto, dove le leggi si rispettano e le sentenze si applicano. Come si fa a militare in un partito che è guidato – senza una democrazia interna – non da un evasore fiscale ma da una persona che è stata condannata per frode fiscale? Comprendo che ha preso molti voti, ma il punto non è il consenso, è lo stato di diritto. Perché il Paese nel quale il diritto è tutto tranne che “diritto” è un Paese che calpesta i diritti anche quelli fondamentali, legittimando i più forti contro i più deboli, i furbi contro i retti”. Così Gerardo Calabrese, componente della segreteria provinciale di Sel Salerno, replica alle affermazioni del capogruppo alla Camera del Pdl, Mara Carfagna, rilasciate oggi al quotidiano “Il Mattino” di Salerno, commentando l’esito del consiglio comunale di ieri che, tra i vari punti, ha posto nuovamente all’ordine del giorno la questione dell’incompatibilità di Vincenzo De Luca con il doppio ruolo di sindaco e vice ministro.

“Quello che sfugge alla Carfagna – ha sottolineato Calabrese – è che il Comune di Salerno, a differenza di quanto avviene nel suo partito, sta seguendo una procedura prevista dalla legge. Quella stessa legge che ha condannato Silvio Berlusconi. Un verdetto che, attraverso ricatti e minacce di staccare la spina al Governo, si vuole eludere, scavalcare, disconoscere. Questa non è democrazia. Almeno non è il concetto di democrazia cui tutti noi facciamo riferimento. Un concetto che, evidentemente, è lontano anni luce dagli esponenti del Pdl che, invece, preferiscono seguire un modello che viene praticato solo in qualche “Repubblica delle banane” o, tutt’al più, in qualche dittatura dell’America del Sud. Peccato – conclude Calabrese – che qui siamo in Italia, uno Stato dove, per nostra fortuna, esistono ancora delle leggi che, per sfortuna di qualcuno, sono ancora “uguali per tutti”.

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