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Inizio nuovo anno scolastico, l’appello di Monsignor Giudice: “Lavoriamo per il futuro del nostro paese”

Scritto da Redazione il 5 settembre 2013 in Attualità. Stampa articolo

monsignor-giuseppe-giudiceNocera Inferiore. In occasione dell’avvio dell’Anno scolastico 2013/2014 il Vescovo della Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno, S.E. Rev.ma Monsignor Giuseppe Giudice, ha voluto scrivere un messaggio rivolto ai dirigenti, ai docenti, agli operatori scolastici e agli alunni. Di seguito trovate il testo integrale della nota di seguito riportata:

“Carissimi Dirigenti, Docenti, Operatori Scolastici, Alunni, ci prepariamo ad iniziare un nuovo anno scolastico e la Chiesa, esperta in umanità, sempre coinvolta nel discorso educativo, non può far mancare la sua voce e la sua vicinanza. Riprende il tempo della scuola con tutte le prospettive di bene e i problemi che, di anno in anno, appesantiscono il variegato mondo scolastico. La scuola è gioia per molti, preoccupazione per tanti, fonte di lavoro e di impegno. La scuola è vista come palestra o come azienda, come sala di attesa o come laboratorio del futuro. Noi vogliamo investire sempre di più sulla scuola, nel rispetto delle norme e delle diverse visioni dell’uomo, ben sapendo che con la scuola noi lavoriamo per l’avvenire delle persone e del nostro paese. Dove difetta la cultura, è in crisi l’uomo e la convivenza civile. Ci può aiutare una bella frase di Plutarco, che ho voluto scegliere come un dono per il nuovo anno. Chi è l’educatore? “Non chi riempie un sacco, ma chi accende un fuoco”.

Educare – continua il Vescovo –  non vuol dire riempire un contenitore di nozioni, un sacco di cose, ma accendere il fuoco della ricerca, della novità, della sapienza, dell’approfondimento, coniugando intelligentemente la libertà e la responsabilità di ognuno. Sì, accendere un fuoco, una passione, una vocazione, che darà nel tempo i suoi frutti. Dietro alle grandi realizzazioni, ai sogni, c’è sempre la passione educativa di qualcuno che per il sogno ha speso la vita. Forse, questa passione oggi manca; questo fuoco bisogna riaccendere perché, appassionati dell’umano e del divino, ognuno diventi testimone del fuoco, che sempre ci portiamo dentro, fuoco che è amore e sapienza. Con questo fuoco, da riaccendere ed alimentare quotidianamente, sicuramente l’anno scolastico sarà meno freddo. Vi accompagno e vi benedico“.

 

 

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