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Cstp. Prosegue la manovra dell’esodo incentivato, scende a 555 il numero dei dipendenti

Scritto da Redazione il 6 settembre 2013 in Evidenza,Salerno. Stampa articolo

autobus_cstp01[1]Salerno. Ieri mattina l’avv. Mario Santocchio ha sottoscritto due atti di conciliazione che consentiranno ai relativi dipendenti di accedere all’esodo incentivato.

Dal 2010 i lavoratori della CSTP – Azienda della Mobilità – S.p.A. sono in continua diminuzione. Si è passati, infatti, dalle 754 unità del 2010 alle 570 del dicembre 2012. A distanza di meno di un anno dall’ultima stima, la cifra è scesa ancora a 555 unità attuali. Grazie alla stipula di Accordi regionali e con risorse stanziate dal Fondo regionale Trasporti, la CSTP, attraverso la rappresentanza dell’avv. Mario Santocchio, presidente del CdL,  sta provvedendo allo smaltimento del personale in esubero mediante la risoluzione anticipata del rapporto lavorativo dei dipendenti con l’Azienda.

Gli ultimi ad accedere all’esodo incentivo sono stati, nella data di ieri, un coordinatore d’esercizio ed un addetto all’esercizio.

“Si tratta – ha spiegato l’avv. Mario Santocchio – di due  dipendenti storici dell’Azienda che, dopo una vita trascorsa al servizio della CSTP S.p.A., hanno accolto la proposta di accedere all’esodo anticipato previsto dal Fondo regionale Trasporti.  I  dipendenti in questione saranno posti in quiescenza dal primo novembre prossimo. Si tratta di un’operazione a costo zero per la nostra Società. Con la firma di questi ulteriori due verbali di conciliazione  mettiamo a segno un altro importante risultato nell’ambito della politica di riduzione del personale in esubero e di contrazione dei costi di gestione del personale stesso, ridotto in due anni dalle 754 del 2010 alle 555 unità attuali. Intanto attendiamo la stipula del contratto per i servizi extra-urbani, che dovrebbe avvenire la prossima settimana. Relativamente al completamento della procedura di ricapitalizzazione  siamo in attesa dei versamenti dovuti dalla Provincia di Salerno e dai Comuni di Salerno ed Angri per la successiva sottoscrizione delle quote inoptate. ”

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