Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

Pagani. Sigilli ad un impianto di recupero rifiuti per violazione delle norme ambientali

Scritto da Redazione il 7 settembre 2013 in Agro Nocerino,Evidenza. Stampa articolo

carabierni-noePagani. I Carabinieri mettono sotto sequestro un impianto di recupero di rifiuti speciali e di produzione plastica per la violazione delle normative ambientali.

I Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Salerno, agli ordini del Capitano Giuseppe Ambrosone, insieme a quelli della locale Tenenza dei Carabinieri, hanno posto i sigilli ad una struttura di Pagani disposta al recupero di rifiuti speciali non pericolosi e alla produzione di imballaggi in plastica stampati per ortofrutta e bibite. In seguito a dei controlli disposti dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Nocera Inferiore, i Carabinieri del N.O.E. hanno proceduto al sequestro preventivo della nota struttura, ad esclusione degli uffici amministrativi.

Dagli accertamenti è risultato che le attività di  recupero dei rifiuti venivano svolte mediante l’utilizzo di un impianto di frantumazione di materie plastiche, costituito principalmente da una sega a nastro per il taglio dei grossi imballaggi in plastica (bintz), un nastro trasportatore, un gruppo di macinazione (mulino), quattro silos per lo stoccaggio della plastica macinata ed un impianto di aspirazione e abbattimento delle polveri. Vi erano, inoltre, quattro presse per lo stampaggio degli imballaggi in plastica, che non risultavano collegate ad alcun impianto di aspirazione dei vapori/fumi; infine risultava installato un impianto di serigrafia, anche questo sprovvisto dell’ impianto di aspirazione.Tutte queste attività venivano effettuate senza le necessarie autorizzazioni e, di conseguenza, in violazione  dell’art.279 del D.Lgs 152/2006 (codice dell’ambiente).

Inoltre, nel corso del sopralluogo dei Carabinieri dello speciale reparto a Tutela dell’Ambiente, è stato rilevato che le acque di raffreddamento delle presse venivano riutilizzate nel ciclo produttivo; la parte di acqua eccedente alla produzione veniva poi scaricata in un’apposita condotta che sfocia direttamente nel fiume Sarno; anche per questa attività di scarico la società non aveva le autorizzazioni previste dalla legge.

Infine, le autorità hanno rilevato che la struttura non era in possesso nemmeno della certificazione di prevenzione incendi. In seguito a tutte queste violazioni è stata denunciata una persona.

Be Sociable, Share!

© RIPRODUZIONE RISERVATA