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Villa comunale di Acerno, la replica del Sindaco: “Il progetto originario era incongruo”

sindaco acerno [1]Acerno. Qualche settimana fa i consiglieri del gruppo di opposizione ‘Sviluppo e legalità’ avevano mosso al sindaco di Acerno Vito Sansone l’accusa di una cattiva gestione dei soldi stanziati per il ripristino della villa comunale previsto da un progetto approvato dalla precedente amministrazione Cuozzo.

Il primo cittadino ha accettato di incontrarci per difendersi dalle accuse e fare alcune precisazioni a suo giudizio doverose per avere un quadro completo della situazione attuale.

I consiglieri di minoranza sostengono che il progetto originario approvato dalla passata amministrazione Cuozzo sia stato stravolto senza un valido motivo. In che misura e perché si è reso necessario cambiarlo?

“Il progetto originario è stato stravolto perché non aveva i requisiti per poter andare avanti. Basta far riferimento ad una comunicazione che l’ufficio tecnico mi ha proposto in data 22 giugno 2012, consultabile da tutti, in cui è descritto il sopralluogo ricognitivo delle opere realizzate e da realizzare sulla scorta del progetto approvato e appaltato precedentemente dall’amministrazione Cuozzo. Innanzitutto è emerso che questo lavoro è stato chiuso appena sono state fatte le elezioni, che è una cosa stranissima già questa. La domanda è perché questo cantiere si è chiuso all’indomani della nostra elezione? La risposta è perché il direttore dei lavori,  l’ingegnere Landi, che era nello staff del sindaco, quando è decaduta la precedente amministrazione, ha abbandonato tutti i cantieri che aveva ad Acerno e dietro sollecitazione fatta dalla nuova amministrazione non si è mai presentato per fare il passaggio di consegna dal vecchio capo area al nuovo che è stato nominato dall’ attuale amministrazione. Inoltre dalle verifiche effettuate sono state riscontrate alcune differenze tra le opere progettate e le opere eseguite già con l’amministrazione Cuozzo, non imputabile a noi, ad esempio è stata demolita l’aiuola centrale in prossimità di piazza Freda, che in progetto non era oggetto d’intervento”.

Si è parlato di una cifra iniziale di  50.360,17 euro  per i lavori, poi al momento della riapertura del cantiere si è registrata una spesa aumentata del 5% per arrivare ad un totale di oltre 75.000 euro. Perché questo aumento?

“La cifra messa a disposizione del progetto iniziale è una cifra incongrua perché il progetto era incongruo. Sono state previsti determinati lavori che invece la nuova amministrazione ha pensato di non fare. Facciamo un esempio. Allo stato di fatto è stato costruito un muro in cemento armato e siccome questo muro era senza l’approvazione del genio civile, così come prevede la legge, la nuova amministrazione insieme alle altre opere riguardanti anche gli ex bagni li ha sostanzialmente fermati, essendo opere abusive o non finalizzate. Personalmente ritengo che i bagni modificati a mo’ di anfiteatro non avevano nessuna utilità. Abbiamo però pensato di proporre a quel punto un nuovo progetto, e si è nominato il vecchio tecnico che aveva redatto  il primissimo progetto che era stato allontanato, l’ingegnere Sorrentino di Acerno, e si è cercato di portare avanti il progetto che lui aveva immaginato dall’inizio. Per poter realizzare l’insieme del progetto proposto da Sorrentino l’amministrazione pur di farne un’opera migliore ha messo a disposizione altre somme perché possa essere realizzata nel migliore dei modi, è di fatto un’opera in itinere. Quindi se è stato previsto un progetto da 50.000 euro e poi è stato portato a 75mila euro è perché sono stati previsti dei lavori di risanamento di opere che non si potevano realizzare e nello stesso tempo previste altre capaci di fare in modo che la villa possa rinascere a nuova vita”.

Sull’ accusa mossa dall’opposizione di avere trasformato ‘un’area a verde in un deserto’, come sentite di difendervi?

“Questo è un punto di cui non sento di prendermi la responsabilità. Sulla base di una relazione tecnica fatta da un agronomo era previsto il taglio di parecchie piante. Queste piante sono state asportate nella parte che era vicina ai bagni dalla precedente amministrazione. Quando successivamente siamo subentrati nel progetto erano già state tagliate piante sul lato destro, entrando dall’ingresso principale della villa, mentre noi abbiamo tagliato quelle sul lato sinistro poiché erano abeti secchi o pericolanti, ma sempre secondo la relazione approvata dalla precedente amministrazione. Noi abbiamo invece previsto di mettere a dimora altre piante anche per il futuro“.

Allo stato attuale i bagni sono rimasti inagibili, sostanzialmente un’opera incompiuta. Saranno riqualificati oppure rimossi? E in quanto tempo si pensa di risistemare l’area che li accoglie?

“E’ previsto che questi bagni vengano comunque ultimati ed è ancora in itinere questa possibilità. L’idea  era quella di fare una traslazione di questi bagni e metterli a ridosso della chiesa S. Maria degli Angeli, adiacente la villa,  per poter avere più spazio. Ecco perché è stato bloccato questo tipo di lavoro. Inoltre per poter procedere al recupero bisogna eliminare una cabina dell’Enel che sta in questo fabbricato che non è semplice rimuovere. Se non ci saranno le condizioni, secondo il tecnico, di rimuovere questa cabina, l’amministrazione procederà comunque a ripristinare i bagni sicuramente prima della prossima estate. Aggiungo che dal progetto dell’amministrazione Cuozzo la struttura dei bagni prevedeva esternamente degli scalini che permettessero di usufruire anche del soffitto della struttura, una sorta di terrazzo che è risultato poi essere inagibile, poiché si è scoperto che il solaio dei bagni non era conforme alle leggi, non aveva la portata giusta per sostenere il carico della stessa struttura. Quindi andava fatta una verifica e procedere oltre ad un adeguamento sismico anche ad un adeguamento strutturale del solaio di copertura, capace di sostenere il peso delle persone che sarebbero salite su questa sorta di terrazza. L’idea è quello di trasformarla un domani, se resterà lì, in una specie di gazebo dove poter ospitare concerti  o qualsiasi altra manifestazione”.

“Alla luce di tutto questo, quindi, dico che è un progetto incongruo quello originario perché fatto tipicamente per le elezioni, altrimenti perché iniziare un progetto con dei lavori così impegnativi subito prima di una elezione? Tanto per far vedere che si muove qualcosa, ma ci si muove sulla melma. Che avesse la copertura economica era l’unica cosa reale, per il resto era tutto da rivedere. Per esempio il tecnico che ha fatto il sopralluogo dice che i lavori procedevano giorno dopo giorno in base a quello che la direzione dei lavori diceva che bisognava fare, senza seguire il progetto”.

“Tutta questa storia- conclude il sindaco Sansone– fa capire che quando c’è una contrapposizione così totale, dove non c’è unità e non c’è armonia e dove non ci sono queste due componenti non si produce niente di buono. Il paese ha bisogno invece di tutt’altra spinta, come una famiglia che sta in difficoltà necessita di unità di intenti per concorrere insieme ad un risultato comune. Io vedo solo ostruzionismo e se si continua così non si fa bene al paese“.

Enrica Bovi

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