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Opere pubbliche ferme al palo. Buono (Cisl): “Si trovi una soluzione in accordo con la Sovrintendenza”

Scritto da Redazione il 23 settembre 2013 in Evidenza. Stampa articolo

matteobuonocislsalernoSalerno. Matteo Buono si rivolge alla Sovrintendenza per sbloccare le opere pubbliche fermate da cavilli burocratici e ammnistrativi, in particolare il Fondovalle Calore e il Sottovia trincerone di Cava de’ Tirreni.

L’opera Fondovalle Calore, nonostante sia stata conclusa per oltre il 90%, non viene ancora completata e consegnata alla comunità perché risulta tuttora aperto il termine entro il quale la Sovrintendenza può proporre appello contro la pronuncia giudiziaria che ha ritenuto infondate le ragioni del vincolo. Il tutto, ovviamente, con grave danno per le finanze pubbliche (che hanno finanziato l’opera e sulle quali ricadono anche le ingenti spese legali), per i cittadini (che non possono usufruire dell’arteria di collegamento), per i dipendenti dell’impresa esecutrice (licenziati per lo stop ai lavori).

“Il senso di responsabilità che oggi si pretende da Amministrazioni pubbliche e organizzazioni sindacali nell’approccio alla progettazione ed esecuzione di importanti opere pubbliche deve trovare la stessa  rispondenza anche in quegli Enti che hanno il delicato compito di vigilare sui vincoli paesaggistici, archeologici e storici che tutelano il patrimonio della nostra Provincia. – dichiara Matteo Buono, segretario generale della Cisl di Salerno – E’ giunta l’ora che anche le Sovraintendenze comprendano che le esigenze dei tempi sono cambiate, che la velocità con la quale un’opera pubblica si realizza rappresenta un valore aggiunto per il mondo dell’economia e del lavoro e concorre a migliorare la qualità della vita dei cittadini”.

“Altra situazione incredibile – prosegue Buono – è quella che riguarda il cosiddetto Sottovia trincerone di Cava de’ Tirreni, opera strategica per il miglioramento della viabilità per il centro metelliano. Il cantiere, anche in questo caso, nonostante lo stato avanzato dei lavori, è stato fermato dai tecnici della Sovraintendenza, con le comprensibili conseguenze economiche, per una difformità di pochi centimetri rispetto al progetto”.

“Faccio appello alla sensibilità mostrata in tante altre occasioni dal sovrintendente Miccio affinché, nel pieno rispetto delle proprie prerogative, si trovino soluzioni possibili che portano a concludere, in tempi rapidi, le istruttorie per il rilascio di pareri ed evitare, nei fatti, un rallentamento, se non addirittura un blocco, di cantieri e di procedure amministrative per la realizzazione di opere pubbliche. Si trovi una soluzione giuridicamente e tecnicamente possibile per sboccare tutte le opere pubbliche. Se un vincolo esiste, che lo si individui prima di avviare progetti che costano, e non poco, a tutta la collettività”.

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