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Niente fondi a Paestum per il rilancio dei beni culturali, il sindaco Voza scrive al ministro Bray

Scritto da Redazione il 2 ottobre 2013 in Evidenza,Piana del Sele. Stampa articolo

Veduta_di_Paestum_2010Paestum. Il Decreto Legge numero 91 dell’8 agosto 2013 “Disposizioni urgenti per la tutela, la valorizzazione e il rilancio dei beni e delle attività culturali e del turismo”,  sebbene preveda risorse economiche per alcuni siti della Campania, non tiene in alcun conto il sito archeologico di Paestum, patrimonio mondiale dell’Unesco. Il sindaco Italo Voza ha inviato una lettera al ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo Massimo Bray per sottolineare la necessità d’interventi di cui necessita il parco archeologico di Paestum e per chiedere, in sede di riconversione, d’includere anche Paestum .

Non posso sottacere tutto il mio stupore e la mia contrarietà al fatto che il DL in oggetto, recante norme urgenti per la tutela, valorizzazione e rilancio dei beni e delle attività culturali e del turismo, non ha messo a disposizione alcuna risorsa economica per il sito Unesco di Paestum e per il Museo Nazionale che contiene, tra gli altri reperti in oro, ceramica e pitture, anche la famosa Tomba del Tuffatore”. Non solo Paestum, ma anche altre realtà importanti della provincia di Salerno sono state escluse dai finanziamenti, come sottolinea il primo cittadino di Capaccio Paestum: “I beni archeologici e culturali di Paestum e con esso anche quelli di Padula e Velia, non hanno avuto il giusto riconoscimento e la dignità culturale e storica che meritano, mentre ben altro trattamento è stato riservato a Napoli e Caserta, forse perché più esposti sul piano della visibilità demografica e politica”.

Il sindaco sottolinea come tutti gli sforzi del Comune e della Soprintendenza siano vani senza il sostegno del Governo. “Negli ultimi tempi il nostro ente si è fatto promotore, d’intesa con la Soprintendenza, di varie iniziative e misure atte a tutelare e valorizzare il grande patrimonio di Paestum che ha significative ricadute sul nostro sistema economico e produttivo, ma tutto questo senza uno sforzo del Governo non ha senso e non produrrà effetti significativi. Sarebbe opportuno, pertanto, voler riconsiderare, in sede di conversione, lo straordinario valore storico e turistico del Parco archeologico di Paestum e del Museo Nazionale e quindi estendere anche al nostro sito, patrimonio Unesco, le disposizioni di cui al citato decreto legge. Le evidenzio, inoltre, lo stato di disagio del nostro comparto turistico e la situazione di crisi in cui versano sia il parco che il museo che hanno bisogno di interventi urgenti tesi alla conservazione e alla valorizzazione. Sarebbe opportuno, infine, che le nostre delegazioni parlamentari si facessero promotrici di un’iniziativa comune tendente alla modifica dell’impianto normativo e finanziario del citato decreto legge. Confido nella Sua adesione alla proposta con l’invito ad una visita alla nostra comunità”.

La lettera è stata inviata per conoscenza al segretario generale della presidenza del Consiglio dei ministri Roberto Garofoli, alla soprintendente ai Beni archeologici di Salerno, Avellino, Benevento e Caserta Adele Campanelli, ai senatori della Campania e ai deputati eletti nella circoscrizione Campania 2.

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