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Categorie protette, la Cisl alza i toni con Squillante: “All’Asl di Salerno mancano più di 350 lavoratori”

Scritto da Redazione il 7 ottobre 2013 in Salerno. Stampa articolo

Pietro-Antonacchio-con-i-giornalisti-Salerno. Con una nota inviata al Direttore Generale dell’Asl di Salerno Antonio Squillante la Cisl alza la voce, rivendicando il diritto al lavoro per le persone svantaggiate, in quanto : ” L’ASL Salerno non tutela i cittadini diversamente abili.  Riteniamo che nella dotazione organica dell’ASL Salerno mancano oltre 350 lavoratori delle categorie protette“.

E’ stato fatto un concorso, di cui non si conosce l’esito, per 9 assistenti amministrativi a fronte di un fabbisogno di 21 unità. Mentre il Governo con il D.L. n. 101/2013 ha previsto l’obbligo di assumere in deroga la quota di riserva di persone svantaggiate, tra cui le persone diversamente abili (vedi art.7 commi 6 e 7), l’ASL Salerno, invece di rideterminare le quote di riserva, tenta di esternalizzare i servizi con appalti esterni che peraltro potrebbero determinare solo un aggravio della spesa in assenza di una seria riorganizzazione dei servizi.

Diciamo no alla esternalizzazione selvaggia (Modello Ex ASL SA-3). E’ strumentale la scelta aziendale delle esternalizzazioni: ciò non solo è in contro tendenza alla volontà del Governo Nazionale di procedere alla globale stabilizzazione del personale precario, ma confligge anche rispetto alle politiche aziendali di allargamento dei servizi ai cittadini. E’ da stigmatizzare altresì che le esternalizzazioni (materia di confronto negoziale) non possono e non devono essere una scelta aziendale unilaterale finalizzata al licenziamento dei precari e posta in essere senza alcun confronto in contrattazione decentrata con la RSU e le OO.SS.

Basta con lo smantellamento del servizio pubblico: rivendichiamo la immediata valorizzazione dell’Ospedale di Scafati, più volte annunciata da questa Direzione Generale, con il reintegro presso lo stesso ospedale del personale a suo tempo mobilitato.

Realizzazione dei dipartimenti unici: nell’ASL si continua a lavorare in maniera disomogenea e senza alcun controllo organizzativo – Esempio eclatante sono i Dipartimenti di Prevenzione e di Salute Mentale per i quali ancora non si è provveduto alla dipartimentalizzazione unificata (dopo 4 anni dall’unificazione delle 3 ex AA.SS.LL. ancora persistono tripli incarichi di direttori per ogni singola struttura) . Gravi sono i ritardi da imputarsi solo a beghe politiche e di basso rilievo gestionale .

Chiediamo dignità per tutti i lavoratori, difesa di tutte le strutture sanitarie del territorio attraverso la riorganizzazione dei servizi e diciamo ‘si’ alla riorganizzazione dell’Azienda Sanitaria Locale di Salerno e uniformità di trattamento giuridico ed economico di tutti gli operatori.

A distanza di 4 anni dall’istituzione dell’ASL unica e a 14 mesi dall’insediamento di questa Direzione Generale, non siamo più disponibili a tollerare le gravi difformità e la mancata omogeneizzazione del trattamento economico-giuridico del personale del comparto: è impensabile che in una stessa azienda, a parità di condizioni, ruolo e funzioni, il lavoratore non debba avere pari trattamento sia dal punto di vista economico che giuridico. Parte variabile dei coordinamenti, posizioni organizzative, maneggio denaro, ticket e front office, indennità di rischio radiologico, indennità chilometriche, indennità di trasporto strumenti, indennità di trasferta, progressioni orizzontali, nuovi coordinamenti, procedure per affidamenti degli incarichi di coordinamento e delle posizioni organizzative, servizi e dirigenza delle professioni sanitarie e sociali, indennità correlate al lavoro straordinario, libera professione, ecc. ecc. Rivendichiamo da subito: l’estensione del buono pasto notturno a tutti gli operatori aventi diritto il passaggio a tempo pieno di tutto il personale dell’Asl Salerno stabilizzato e assunto da oltre 3 anni e l’immediato inquadramento in categoria superiore del personale avente diritto.

 

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