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Presentato il progetto ‘Cultura della Legalità’, Piermarini: “Giovani e famiglie più vicini alle Istituzioni”

Scritto da Redazione il 10 ottobre 2013 in Evidenza,Salerno. Stampa articolo

Senza-titolo-1Salerno. Presentata questa mattina al Comando Provinciale dei Carabinieri di Salerno dal Colonnello Piermarini l’iniziativa “Cultura della legalità“, che vede la collaborazione dell’Arma con i responsabili degli istituti scolastici, dei parroci e delle istituzioni locali.

Il progetto sarà strutturato analogamente agli anni scorsi con un momento di presentazione tramite un filmato di sintesi delle attività istituzionali, ma soprattutto, il momento più significato, definito obiettivo finale di questa attività, è di sensibilizzare i giovani e le famiglie. Lo scopo è quello di coinvolgere i ragazzi, di coinvolgere le famiglie invogliando loro all’avvicinamento delle istituzioni, che significa avere anche un supporto, un indirizzo, un conforto ma soprattutto un sostegno per famiglie che si imbattono in problematiche con i ragazzi che hanno difficoltà di punti di riferimento.

Gli incontri tratteranno problematiche di tutti i giorni, argomenti che purtroppo coinvolgono sempre più spesso durante la giornata i ragazzi anche i giovanissima età: il bullismo, l’alcolismo, l’assunzioni di sostanze stupefacenti, i social network, il mancato rispetto per l’ambiente e la violenza negli stadi. Problemi questi che, molte volte, vengono prese meno in considerazione dagli organi scolastici e parrocchiali e maggiormente dai giovani inconsapevoli del pericolo che possono correre.

comandante“Sui ragazzi come si intende intervenire? Utilizzando ciò che già è stato positivamente riscontrato come risposta, non limitandosi ad enunciare le norme, riportare le leggi che sono più o meno evidenti e quindi dedicare a questo aspetto uno spazio limitato, ma soprattutto per cercare di sensibilizzare e coinvolgere. Siamo convinti, per fortuna per positivi ritorni di regresse attività, perchè tante volte portare a ragazzi giovani delle testimonianze che non sono solo di infondere il timore e di sanzionare, ma portare delle esperienze di casi di loro coetanei.”

Queste le parole del comandante Piermanini nel presentare il progetto sottolineando quelli che sono gli aspetti negativi della realtà che abbraccia i giovani: “Purtroppo le cronache in parte regionali, ma anche nazionali quotidiane, ci portano in evidenza fatti gravissimi che sconvolgono e coinvolgono sempre più giovani e giovanissimi. Qui non c’è una delimitazione che riusciamo a fare tra vittime e fatti, un esempio sono i casi di bullismo, gravi atteggiamenti ancor prima di reati a danni di compagni di classe, sfociati poi in fenomeni di autolesionismo, suicidi o atti violenti.”

DSC_1818-buonaScambi di foto, di numeri di telefono, di indirizzi, anche il solo semplice scambio di informazioni tra un ragazzino e un contatto virtuale è ciò che preoccupa l’istituzione. L’aspetto giovane-social network è da prendere in considerazione maggiormente in quanto ogni ragazzo ormai vive, oltre al mondo reale, anche un mondo virtuale, nascondendosi e, paradossalmente, cercare un conforto e distrazione con persone di cui conosce il nome oppure solo un nickname.

Questo lo scopo, sviluppare il dialogo giovane-genitori, invogliare i ragazzi al dialogo, non tramite un computer, non tramite atteggiamenti violenti e atti “non normali” verso il prossimo, ma solo tramite la parola e l’aiuto che gli organi scolastici e parrocchiale già da questo mese possono dare per tutto l’anno scolastico.

Articolo e foto di Clemente Donadio

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