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Disoccupazione giovanile: in arrivo 8 miliardi di euro

Scritto da Redazione il 10 ottobre 2013 in Giovani. Stampa articolo

seminariofimcislSalerno. Questa mattina si è svolto il seminario ‘Formazione a costo zero, per lo Sviluppo, la Crescita ed il Rilancio del territorio’ organizzato dalla Fim di Salerno. Matteo Buono e Lina Lucci sono intervenuti sostenendo la necessità di risolvere i problemi legati al lavoro, creando un adeguato sistema di equilibrio tra domanda e offerta.

“Mi sarebbe piaciuto mettere in campo con Vincenzo De Luca più azioni: entrambi siamo interlocutori molto poco politicizzati e assai attenti al merito”. Questo il commento del segretario generale Cisl Campania, Lina Lucci, che questa mattina ha preso parte al seminario ‘Formazione a costo zero, per lo Sviluppo, la Crescita ed il Rilancio del territorio’, svoltosi a Palazzo Sant’Agostino e organizzato dalla Fim provinciale.

“Ho incontrato il viceministro delle Infrastrutture a proposito di quella che è per la Cisl Campania una preoccupazione fortissima: il sistema della portualità regionale e della logistica integrata. Abbiamo chiesto una mano anche sulla nomina della presidenza all’Autorità Portuale di Napoli e sono dispiaciuta del fatto che De Luca non si sia espresso sulla nomina del senatore e medico, Riccardo Villari, pur avendo avuto egli stesso conferma dalla sentenza del Consiglio di Stato. Una sentenza che restituisce un ragionamento che avrebbe dovuto fare la politica, ma che vede ancora protagonista la magistratura, e che restituisce al Paese un’idea di meritocrazia”.

“Il seminario professionale sulla Formazione Continua e i Fondi Interprofessionali, organizzato dalla Fim Cisl salernitana – illustra Matteo Buono, segretario generale della Cisl –  ha visto tra i protagonisti anche l’ex rettore dell’Ateneo di Salerno, Raimondo Pasquino. C’è tra gli obiettivi quello di condividere e diffondere le logiche di formazione e innovazione che possano fungere da volano per il territorio come fattore di competitività, rendendo semplice ed accessibile ai lavoratori e alle aziende l’utilizzo della formazione”.

“Aumentando il coinvolgimento di tutti i protagonisti del sistema della formazione continua e di quella professionale, sia nell’ottica dell’apprendimento lungo tutto l’arco della vita lavorativa, che in quella della modernizzazione del lavoro, leva indispensabile per favorire l’innovazione, lo sviluppo e l’occupabilità, si difendono le imprese dal crescente  incremento della competitività in un contesto economico di internazionalizzazione” ha aggiunto il segretario generale della Fim, Vincenzo Ferrara.

Di qui la sfida lanciata da Lina Lucci per invertire un trend, non guardando solo al dato drammatico della disoccupazione, ma anche a quello oggettivo dell’occupazione, per definire politiche attive: “Sono in arrivo 8 miliardi di euro grazie al programma di contrasto alla disoccupazione giovanile, di cui circa un miliardo sono a disposizione dell’Italia. Dobbiamo mettere in piedi un sistema vero di incontro fra domanda e offerta. Solo attraverso un’analisi dettagliata dei modelli del lavoro che si evolvono e dei processi produttivi che si rinnovano, siamo in grado di capire cosa serve realmente alle imprese regionali”.

La proposta è quella di attivare con maggiore forza un controllo pubblico perché si elimini ogni dubbio rispetto alla gestione finanziaria delle risorse: “Lo stato di disoccupazione in questa regione è fermo all’autocertificazione, il disoccupato il più delle volte vive un disagio fittizio, che comporta una spesa pubblica” ha lamentato la Lucci “La formazione sarà di qualità quando la Campania deciderà di fissare una percentuale obbligatoria di collocamento anche in capo a tutti i centri accreditati della regione, per evitare che essa resti un business per gli amici degli amici“.

Lina Lucci si è, infine, espressa anche su Caldoro, con il quale condivide la visione sulle Partecipate: “L’obiettivo è recuperare risorse da destinare all’occupazione e non alla disoccupazione e al puro assistenzialismo. Riduciamo il numero delle Partecipate, accorpando quelle dell’ambiente e del trasporto in un unica filiera, e parlando di mobilità, ossia di trasferimento di personale da una Partecipata all’altra, in caso di fallimento aziendale”. 

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