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Vendita di prodotti online, l’80% dei siti rispetta le norme Ue a tutela dei consumatori

Scritto da Redazione il 14 ottobre 2013 in Consumatori. Stampa articolo

e-bookL‘80% dei siti che vendono e-book, musica, giochi e video rispetta le norme Ueprotezione dei consumatori. A renderlo noto è il commissario Ue ai consumatori Neven Mimica.

Sui 330 siti principali operanti sul mercato e verificati nell’estate 2012 dai suoi servizi con un’operazione di ‘sweep’, dei 172 (ovvero circa il 50%) che violavano le norme europee oggi ne sono stati resi conformi 116, 49 sono soggetti ad ulteriori provvedimenti, 2 hanno chiuso e 5, data la modesta entità dell’infrazione, non sono stati perseguiti dagli stati membri.

Ad indurre l’inversione di tendenza è stata l’operazione di ‘screening’ compiuta da Bruxelles lo scorso anno.

Un anno fa oltre il 50% dei siti web non rispettavano la normativa” sul download dei contenuti digitali, ”una situazione inaccettabile”, ha sottolineato Mimica, spiegando che ora ”questa cifra è scesa al 20% e si prevedono ulteriori miglioramenti”. I principali problemi riscontrati su questi siti erano informazioni poco chiare sul diritto di recesso, in particolare non veniva comunicato ai consumatori nel 42% dei casi l’impossibilità di bloccare il download una volta avviato. Poi clausole contrattuali abusive che impediscono ai consumatori di adire le vie legali o il diritto a un indennizzo in caso di prodotti non funzionanti, ma anche l’assenza delle informazioni obbligatorie sull’identità e indirizzo del commerciante.

Quanto fatto finora è ”un grande progresso, ma continuerò a impegnarmi perché la situazione migliori”, ha assicurato il commissario Ue. Uno studio condotto da Bruxelles ha infatti verificato che ci sono restrizioni all’uso di contenuti digitali acquistati online, non accessibili anche se regolarmente acquistati quando il consumatore si sposta da un paese a un altro. E che spesso molti giochi online pubblicizzati come gratuiti diventano a pagamento nel corso del gioco, facendo molte ‘vittime’ soprattutto tra i bambini. Quest’ultimo problema è al momento già al vaglio di Bruxelles.

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