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De Luca contro la legge di stabilità: “Un provvedimento di burocrati, senza nessun confronto con la realtà”

Scritto da Redazione il 18 ottobre 2013 in Politica. Stampa articolo

Elezioni regionali - presentazione candidati PDSalerno. Il sindaco Vincenzo De Luca si schiera contro la legge di stabilità: “Suscita pareri contrastanti perché non  si basa su un’ analisi oggettiva della situazione delle famiglie italiane e nasconde la verità. La crisi economica che sta vivendo il paese è drammatica e ci sono effettivamente scarsi margini d’intervento. Ma non  è stato fatto tutto quello che si poteva e doveva per fronteggiare le difficoltà. Questa – sottolinea – è l’ennesima legge pensata da un gruppo di burocrati chiusi nelle loro stanze, senza nessun confronto con la realtà. Tra gli aspetti più negativi: blocco della contrattazione del pubblico impiego; blocco turn over per le amministrazioni pubbliche; pesante tassazione per gli enti locali; farsa sulla gestione dell’Imu”.

Non mancano strali contro quest’ultima un’ imposta a suo dire abolita solo in apparenza.

L’ Imu non solo non è stata cancellata, ma sono stati caricati nuovi oneri sulle famiglie. Con la tassa sui servizi l’Imu sarà pagata anche da chi prima non la pagava  e dagli inquilini.  Il premier ha ceduto al ricatto del PDL anche per la tassazione delle seconde case sfitte: ulteriore aggravio per chi desidera tenere a disposizione un immobile per un uso privato, magari per un figlio che sta per sposarsi”

Le uniche note positive  della  legge di stabilità sono per De Luca: “un leggero accenno di attenzione al mondo del lavoro grazie ad una flessione dei costi,  il rifinanziamento della cassa integrazione e  qualche finanziamento in più per l’università pubblica”

Non risparmia il viceministro di dire la sua neppure riguardo il voto segreto che si terrà in Senato per sancire la decadenza da senatore di Berlusconi. Condannato nei mesi scorsi in via definitiva per frode fiscale.

E’ una tutela del singolo parlamentare per liberarlo dal ricatto delle segreterie politiche. E’ una garanzia di libertà e di autonomia per i parlamentari e chi non lo capisce rischia una grave violazione del regolamento del Senato”.

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