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Sopravvivenze di artigianato nel Vallo di Diano

Scritto da Redazione il 19 ottobre 2013 in Artigianato. Stampa articolo

images (1)Nel Vallo di Diano le lavorazioni artigianali della pietra, del legno, degli intrecciati un tempo fiorenti, sono oggi destinate a scomparire, qualora non vengano al più presto rilanciate.

E’ inutile quindi sperare di fare shopping in negozi con manufatti artigianali in bella mostra; l’unica opportunità è scovare i pochi laboratori superstiti o fermarsi a parlare con gli anziani, che durante la buona stagione si siedono sull’uscio delle proprie case ad intrecciare ceste, ad intagliare scodelle o a ricamare.

A Padula continua a tramandarsi l’arte del ricamo: due gruppi di ricamatrici si riuniscono presso il Convento di S. Francesco e presso la Chianca Vecchia lavorando prevalentemente su commissione e devolvendo in beneficenza i proventi. E’ tuttavia possibile contattarli per sapere se vi è un’esposizione o qualcosa di pronto in vendita.

A S. Arsenio, Margherita Pica ha un laboratorio di tessitura dove vengono realizzati arazzi, tappeti e tende ispirandosi anche a motivi tradizionali.
La lavorazione della pietra, che un tempo aveva reso noti al di fuori del Vallo gli scalpellini padulesi,  continua ad essere viva al livello artigianale a Teggiano con il laboratoro di Barbato, il laboratorio di Moscarella e La bottega della pietra nella piazza principale.

Sempre a Teggiano i Mariniello si tramandano da generazioni l’arte della forgiatura realizzando anche su commissione elementi d’arredo e piccole sculture.

Per quanto riguarda la ceramica vi è il laboratorio di Carmine Greco a Sala Consilina e in loc. Trinità (Sala Consilina) il laboratorio dei fratelli Scialpi, che originari di Grottaglie, riproducono da un paio di generazioni i modi e le forme dell’antico artigianato pugliese, regione con cui il Vallo ha da sempre avuti rapporti commerciali.

Nella notte dei tempi si perde la lavorazione dei salici per farne cestini, recipienti di varie forme e dimensioni, fusciéddi nei quali mettere in forma ricotte e formaggi.

Il proprietario della libreria nella Certosa di Padula (nel primo cortile), appassionato di storia e tradizioni, ha in vendita, oltre a libri, a ciaramelle in legno di bosso e a zampogne, anche alcuni cesti realizzati dai pochi anziani che continuano ad intrecciare.

Per chi ama i cibi e i prodotti tipici il Vallo è veramente una terra da scoprire: ai numerosi caseifici dove acquistare mozzarelle, caciocavalli, formaggi si affiancano spacci in cui trovare il miele, oli, sottoli, pasta fatta in casa e macellerie che producono saporitissimi insaccati.

Da non perdere sono i salumifici presenti in ogni paese, i quali vendono i prodotti della propria azienda. Alcuni di questi allevano gli animali allo stato brado sui monti vicini, cercando di riproporre le specialità tipiche realizzate in passato solo per un consumo familiare.

E’ da tenere presente inoltre che anche diversi agriturismo locali vendono i propri prodotti (insaccati, formaggi, marmellate, miele etc.).
Tutte queste tradizioni sono documentate nel Museo Civico di Montesano e nel Museo degli usi e delle tradizioni del Vallo di Diano a Teggiano, dove sono raccolti centinaia di oggetti della vita e del lavoro quotidiani.

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