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Mercato San Severino. Operazione ‘Golden Houses’: sgominata banda di topi d’appartamento

Scritto da Redazione il 21 ottobre 2013 in Evidenza,Salerno. Stampa articolo

carabinieriMercato San Severino. Questa mattina, a Napoli e a Frosinone, i carabinieri della Compagnia di Mercato San Severino, in collaborazione con i Comandi Provinciali di Salerno e Napoli hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Salerno nei confronti di 4 pregiudicati, residenti a Napoli, con l’accusa di associazione per delinquere, furto in abitazione e ricettazione.

La maxi operazione denominata ‘Golden Houses’ ha portato all’arresto di 4 malviventi: Bruno Giovanni, 56enne; Rizzo Gennaro, 32enne; Pengue Alfonso, 60enne; Attanasio Maurizio, 36enne e alla notifica di un avviso di conclusione delle indagini preliminari a 3 persone, ritenute responsabili di furto in abitazione in concorso: Fabiano Ciro, 55enne di Napoli, già detenuto presso la casa circondariale di Frosinone; Minopoli Caterina, 53enne di Napoli e Calafiore Fortunata, 31enne di Napoli.

L’operazione è scaturita dalla prosecuzione dell’articolata attività investigativa che, lo scorso 30 maggio 2013, ha consentito di eseguire una prima ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del Bruno Giovanni, Rizzo Gennaro, Fabiano Ciro e Pengue Alfonso e di sottoporre a sequestro preventivo due autovetture in uso al sodalizio. Tra la refurtiva rinvenuta nel corso della perquisizione domiciliare eseguita a carico di Gennaro Rizzo, c’ era un IPAD risultato provento di furto in un’abitazione in Eboli, mentre, a carico dei restanti odierni arrestati, è stata documenta la responsabilità in ordine alla partecipazione all’associazione per delinquere ovvero all’esecuzione di singoli furti perpetrati tra febbraio e maggio 2013 nelle province di Salerno, Napoli, Frosinone e Roma. In particolare, sono contestati due furti in appartamenti ubicati in Napoli, perpetrati nei primi giorni del mese di maggio 2013, nel corso dei quali sono stati asportati 27.000 euro in contanti, un personal computer, nonché beni preziosi ed orologi del valore di circa 7.000 euro.

La banda aveva anche programmato un furto in Giugliano in Campania, provincia di Napoli,  avvalendosi di preziose informazioni fornite dalle due donne che, nella circostanza, hanno rivestito un ruolo primario: una delle due aveva fornito tutte le indicazioni necessarie per derubare l’abitazione del suocero, riferendo agli esecutori materiali dettagliate notizie in ordine alla presenza in casa dei proprietari, alle modalità d’ingresso nello stabile e ai nascondigli in cui erano custoditi i beni di valore. Il sodalizio era ben organizzato, con suddivisione dei ruoli e predisposizione di mezzi, compresi peculiari arnesi atti allo scasso che consentivano di forzare agevolmente anche casseforti.

 

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