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Giovani laureati disoccupati: al Sud picco del 51%

Scritto da Redazione il 23 ottobre 2013 in Giovani. Stampa articolo

laurea-e-disoccupazioneinterna“Cosa farò dopo la laurea?” oppure “Riuscirò a trovare un lavoro adatto a me?”. Le tipiche domande dei giovani del nostro Paese che, chi prima e chi dopo la laurea, iniziano a riempirsi la testa con questi dubbi. Dubbi e incertezze che sono confermati dalle realtà circostanti. La laurea purtroppo non può garantire la certezza di trovare lavoro o tanto meno un’occupazione consona al proprio indirizzo di studio fatto in precedenza. Ma come faranno i giovani italiani ad affermarsi nel campo lavorativo?

Molte sono state le interviste fatte ai giovani sull’esperienza post-laurea e molti di più sono stati i sondaggi che hanno confermato il livello di disoccupazione dopo aver raggiunto il proprio titolo di studio in campo universitario. “Non hai abbastanza esperienza”, queste la maggior parte delle volte sono le parole che vengono riferite ai giovani, senza ovviamente considerare la famosissima frase “Vi faremo sapere”.

Leggendo le tabelle dell’Istat riferite al secondo trimestre emerge in tutta la sua drammaticità la difficoltà per i giovani di età compresa tra i 25 e i 34 anni di trovare lavoro. Nel secondo trimestre 2013 nella fascia tra i 25 e i 34 anni lavoravano appena 4,329 milioni di persone contro i 5,089 milioni di solo tre anni prima. Il tasso di occupazione ha subito un crollo dal 65,9 al 60,2, quindi con appena 6 persone su 10 a lavoro nell’età prima evidenziata. Se inoltre vogliamo fare una distinzione tra Nord e Sud: se per i giovani già occupati a Nord la situazione è ancora accettabile con l’81,4%, al Sud la situazione è drammatica con appena il 51% di giovani della fascia 25-34 anni che lavora.

Vi è anche la concezione che un laureato italiano su dieci riesce a trovare lavoro all’estero. Ma quanto conviene inoltrarsi in un mondo del tutto nuovo per il lavoro? la risposta è semplice. Non solo perchè hanno maggiori probabilità di trovarne uno adeguato alla loro preparazione universitaria, ma soprattutto perchè a parità di impegno rischiano di guadagnare fino a 500 euro in più.

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