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Pd. I giovani del partito difendono l’ex candidato Pedace: “E’ stato fatto fuori da vecchie logiche di potere”

Scritto da Redazione il 30 ottobre 2013 in Politica. Stampa articolo

Giovani Democratici (Logo)Salerno. Il nome del nuovo segretario provinciale del Pd a qualche giorno dalla chiusura delle operazioni del voto “è già noto ma non è il migliore”. Sono accuse gravi quelle mosse dai giovani democratici ai colleghi di partito più grandi, responsabili a loro avviso di aver minato la regolarità della competizione elettorale.

Prive di senso l’appellativo “giovanilistico” nei confronti dell’ex leader dei giovani democratici Vincenzo Pedace.

“La novità della candidatura di Pedace non solo generazionale è stata rappresentata dalla sua volontà di riportare un’ondata di aria fresca all’interno di un partito, il Pd, governato ancora dalle solite logiche congressuali- Ciò che è stato fatto a Pedace – sottolineano – è stato fatto anche a tutti noi e a tutti quei giovani che si battono per la legalità”.

Tra i firmatari anche Antonio Vassallo figlio del sindaco Angelo assassinato dalla camorra per le sue battaglie contro la criminalità organizzata.

La vicenda ormai alla ribalta delle cronache da giorni vede come protagonisti tre candidati: Nicola Landolfi segretario uscente, Sergio Annunziata assessore di Atena Lucana e Vincenzo Pedace leader dei giovani.

Gli ultimi due nei giorni scorsi  in un documento congiunto avevano accusato il primo di brogli ed irregolarità di vario genere durante le operazioni di voto. Annunziata si era spinto addirittura a denunciare al nostro giornale che in alcuni circoli  “votavano anche i morti”.

Di colpo poi il cambio di linea da parte di Annunziata.

Dopo aver annunciato il ritiro congiunto della propria candidatura assieme a Pedace, l’ex sindaco di Atena Lucana fa marcia indietro e dice di voler concorrere alla competizione mantenendo la propria posizione critica nei confronti del partito.

Seguono le dichiarazioni di Pedace che sempre dalle pagine del nostro giornale lo accusa di “essere confuso o di aver accettato qualcosa in cambio”.

Landolfi fino a quel momento silente “Degli altri non mi importa, rappresento io il cambiamento” ci aveva detto durante un’intervista,  interviene con una nota a firma di Tommaso Maioriello responsabile del comitato  “Per Unire” a lui dedicato ed accusa Pedace di “giovanilismo e di essere il responsabile di “Un progetto becero ed irresponsabile degno della peggiore politica della Prima Repubblica”

Il resto è storia di queste ore con la nota dei Gd che accusano i colleghi più grandi di aver truccato la competizione  e di non volere il cambiamento.

Raffaele de Chiara 

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