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‘Le aree agricole e forestali di fronte ai cambiamenti climatici’: conseguenze e soluzioni a confronto

Scritto da Redazione il 28 novembre 2013 in Attualità. Stampa articolo

cambiamenti climaticiSalerno. Domani, venerdì 29 novembre, ore 17, al Gran Hotel Salerno si terrà la conferenza ‘Le aree agricole e forestali di fronte ai cambiamenti climatici. La scienza e le politiche‘ organizzata dall’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della provincia di Salerno, presieduto da Marcello Murino, per confrontarsi, dopo il nubifragio che ha colpito la Sardegna, sui grandi cambiamenti climatici che stanno interessando il nostro pianeta e su quali sono gli impatti previsti sull’agricoltura e sugli ecosistemi forestali e naturali.

Lo scopo dell’incontro è di presentare una sintesi della scienza delle relazioni tra cambiamenti climatici e ecosistemi agricoli e naturali e di introdurre le principali opzioni che l’agricoltura e la selvicoltura possono offrire per mitigare i cambiamenti climatico e per adattarsi ad essi. La conferenza sarà tenuta dal professore Lorenzo Ciccarese.

A settembre scorso è stato presentato il Summary for policymakers del quinto rapporto dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), il comitato di scienziati chiamati periodicamente dall’ONU a sintetizzare le ultime scoperte scientifiche sui cambiamenti climatici. La relazione ha evidenziato come la temperatura media della superficie terrestre sia aumentata di 0,85 °C tra il 1880 e il 2012.  Gli eventi climatici estremi sono diventati sempre più violenti e meno prevedibili. La calotta glaciale artica si sta riducendo al ritmo del 4% per decennio.  Tra il 1901 e il 2002 il livello degli oceani è aumentato di 19 cm e potrebbe aumentare fino a 63 cm tra il 2081 e il 2100, con rischi gravissimi di inondazione per le città costiere. Anche l’acidità degli oceani è aumentata, portando una grave minaccia alle barriere coralline (a rischio di scomparsa entro il 2050) e alla biodiversità.

“La causa principale di questo caos climatico – ha detto il Presidente Marcello Murino – è il crescente accumulo in atmosfera di CO2 e altri gas-serra, legati alla combustione di gas, petrolio e carbone e alla deforestazione (13 milioni di ettari l’anno). Tra il 1750 e il 2012 sono stati aggiunti in atmosfera 2000 miliardi di tonnellate di CO2. Fermo restando gli attuali trend demografici e dei consumi, l’atmosfera si potrebbe arricchire di ulteriori 2.000 miliardi di tonnellate di CO2 entro il 2050.  Il risultato sarebbe un ulteriore aumento di 1°C entro la metà del secolo e il rischio alto di innesco d’una spirale caotica di eventi climatici.  Continuando questo passo, entro la fine del secolo in corso la temperatura media globale potrebbe aumentare di 5 o 6 gradi centigradi e il livello dei mari potrebbe alzarsi di un metro”.

 

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