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Adusbef e Federconsumatori: “Le banche ricevono 274,6 mld al tasso dell’1% ma non finanziano le famiglie”

Scritto da Redazione il 30 novembre 2013 in Consumatori. Stampa articolo

offerte_banca_etfGodono di finanziamenti dalla Banca Centrale Europea pagando un tasso dell’1% ma invece di aiutare le famiglie ingrossano i bilanci propri e quelli degli azionisti. A lanciare il grido di allarme sono Elio Lannutti e  Rosario Trefiletti rispettivamente a capo di Adusbef e Federconsumatori.

In una nota congiunta i responsabili delle due associazioni di consumatori scrivono:

“Le banche italiane, dopo aver ricevuto 274,6 miliardi di prestiti triennali al tasso dell’1% dalla Bce, invece di dare ossigeno a famiglie e PMI per far ripartire l’economia,  usano quei soldi per imbottirsi di titoli di stato, abbellire i bilanci e pagare i dividendi ai loro azionisti, in particolare alle esose Fondazioni Bancarie – in questo modo sottolineano  mettono in mezzo ad una strada migliaia di consumatori impossibilitati a pagare le rate dei mutui a causa della crisi prodotta dai banchieri”

Dati inconfutabili ad avviso di Lannutti e Trefiletti che raccontano di un sistema bancario cinico ed ingordo. Se tra il 2008 ed il 2012 pignoramenti ed esecuzioni immobiliari sono aumentati di circa il 97,8 %,  arrivando a sfiorare i 47.000, Adusbef stima che per il 2013 secondo i dati raccolti nei principali Tribunali alla data del 30 ottobre 2013 e proiettati al 31.12.2013 – “Ci potrebbe essere una  ulteriore crescita con un più 10,3%, avvicinandosi in tal modo al 110% nel 2008-2013, con oltre 105.000 case mandate all’asta ed altrettante famiglie gettate nella disperazione, da banche senza scrupoli quando devono buttare per strada coloro che non riescono più a pagare le rate dei mutui”

Dopo l’impennata dei pignoramenti del 2012 passati a 46.491 (per i 35 tribunali monitorati) con un aumento di oltre il 23%, l’ottavo rapporto Adusbef  registra un rallentamento della crescita, stimata in + 4.780 ( +10,3%) nel 2013, ossia 19 pignoramenti per giorno lavorativo, che li porta a 51.271.

Se vengono sommati gli aumenti dei pignoramenti dal 2006 (+23%); 2007 (+19%); 2008 (+22,3%); 2009 (+ 15,7%); 2010 (boom del + 31,8%); 2011 (+5,2%); 2012 (+22,8%); 2013 (+10,3), arriviamo ad un incremento del + 150,1 per cento in otto anni, con la sparizione totale di una città (a scelta) come Udine, Andria, Arezzo o Ancona, e la disperazione di centocinquemila famiglie che dopo aver fatto sacrifici, colpite dalla crisi sistemica prodotta dall’avidità dei banchieri, si ritrovano nella più totale disperazione spesso per il continuo stillicidio di posti di lavoro falcidiati, ma anche per la riforma Fornero, che ha generato decine di migliaia di esodati, senza stipendio né pensione.

Netta la critica delle associazioni dei consumatori avverso le misure intraprese dall’esecutivo:

“Il Governo invece di risolvere il dramma dei disoccupati, con i giovani 18-29 anni senza lavoro arrivati a 1.068.000 ed un incremento del +17,2% nell’ultimo anno, si preoccupa del benessere delle banche”

Tante critiche ma anche un riconoscimento

“Diamo atto al Parlamento di aver approvato l’unica misura richiesta dai consumatori sulla prima casa, che finalmente dal 1 gennaio 2014 vieta ad Equitalia di procedere a pignoramenti per immobili di valore inferiore a 120mila euro”

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