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Lavoratori Silba in sciopero, De Sio (CISL): “L’azienda rimedi allo scempio del settore socio assistenziale”

Scritto da Redazione il 4 dicembre 2013 in Salerno. Stampa articolo

cisl_grSalerno. La manifestazione di sciopero a sostegno del diritto dei lavoratori della SILBA a vedersi garantito il diritto allo stipendio è ampiamente riuscito – afferma Antonio De Sio Coordinatore della Sanità Privata per la CISL FP – con la partecipazione massiccia di tutti i dipendente dell’Azienda. Oltre 100 lavoratori hanno presidiato la struttura, operatori che non percepiscono lo stipendio da circa tre mesi e che corrono il rischio di arrivare a fine anno senza spettanze e con ben 5 mensilità arretrate. E’ opportuno che l’azienda trovi strategie risolutive a breve, e che nel concreto si possa arrivare ad una disamina concreta dello scempio che si sta determinando nel delicato settore del socio assistenziale.”

“E’ giunta l’ora di approfondire le questioni relative alla compartecipazione che stanno decretando lo smantellamento della filiera dei servizi socio assistenziali – stigmatizza Pietro Antonacchio Segretario Provinciale della CISL FP – e non possiamo più aspettare che la mancanza di interlocuzione a livello regionale possa di fatto determinare che pazienti bisognevoli di assistenza possano essere abbandonati a se stessi, vedersi sospese cure e prestazioni e lasciati nell’oblio e internati nelle loro abitazioni, se e qualora abbiano ancora un proprio domicilio. Come non possiamo più assistere che lavoratori debbano quotidianamente rivendicare le loro spettanze maturate e non riscosse, come le stesse aziende abbiano nei fatti le certificazioni di crediti maturati che si risolvono essere carta straccia poiché la maggior parte degli enti locali sono in condizioni di pre-dissesto finanziario. Ci faremo promotori di attivare ogni azione a tutela di operatori e utenti al fine di poter avere un confronto in sede regionale con quanti vogliano nel concreto trovare strategie risolutive. Allo stato dobbiamo prendere atto che i dettami regionali, da una parte, sembrerebbero dare mandato ai direttori generali di assumere atti a dir poco estorsivi nei confronti di quanti sussidiariamente erogano prestazioni per loro conto, dall’altra non monitorano l’atteggiamento degli enti locali che disattendono ai loro obblighi di erogazioni delle quote di compartecipazione a loro carico. Siamo ad un punto di non ritorno. La vertenza monterà e sarà nostro obbligo farci ascoltare da quanti sfuggono il problema e non hanno contezza di quanto sta accadendo e non hanno alcun rispetto di operatori e cittadini del nostro territorio.”

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