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Scafati. Dopo il sequestro del NOE scatta la denuncia per il sindaco Aliberti: “Rimango sereno”

Scritto da Redazione il 7 dicembre 2013 in Agro Nocerino,Evidenza. Stampa articolo

Aliberti PasqualeScafati. Dopo il sequestro della discarica abusiva e la conseguente denuncia da parte del NOE dei Carabinieri alla Procura della Repubblica emessa nei confronti del sindaco Pasquale Aliberti, del Presidente e del Direttore generale dell’Acse spa, società partecipata del Comune di Scafati, in merito alla gestione del centro di raccolta provvisorio nell’area ex del Gaizo, arriva la replica del primo cittadino di Scafati.

“Questa mattina ho appreso dai giornali di essere stato denunciato per aver utilizzato il centro di raccolta dell’area ex Del Gaizo, per il deposito dei rifiuti, in attesa che si completassero i lavori e i collaudi dell’isola ecologica di via Diaz. Denuncia, per la quale, non sono stato né contattato né sentito dai Carabinieri. Innanzi tutto è opportuno fare una distinzione tra piattaforma di messa in riserva e centro di raccolta temporaneo. Quest’ultimo, infatti, non richiede autorizzazioni da parte della Regione e può essere utilizzato, come nel nostro caso, in attesa dell’apertura dell’isola ecologica di via Diaz, che tra l’altro, inaugureremo la prossima settimana.

Effettuare un sequestro di un’area di proprietà del Comune, denunciare un sindaco e gli amministratori di una partecipata comunale, impegnati a fronteggiare situazioni difficili, in un contesto di emergenza complessiva, sia sul piano economico, in quanto la carenza di liquidità, non ci consente di smaltire i rifiuti differenziati come vorremmo, sia sul piano della gestione dei rifiuti in Campania, per cui, spesso, si interrompono procedure, con ricadute sui comuni, fa riflettere non poco sulle azioni prodotte e sull’assunzione delle responsabilità nell’esclusivo interesse della cittadinanza. In ogni caso, siamo sereni e confidiamo nel lavoro della magistratura, tant’è vero che, in passato, non ci siamo sottratti dal denunciare gli sversamenti illegali nel rio S.Tommaso e nel fiume Sarno, uno scempio ambientale senza precedenti, rispetto al quale siamo sicuri che gli organi preposti opereranno nel modo più opportuno”.

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