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Pendolaria 2013: la Salerno – Potenza tra le dieci linee ferroviarie peggiori d’Italia

Scritto da Redazione il 9 dicembre 2013 in Attualità. Stampa articolo

PendolariaLegambiente ha elaborato una classifica delle 10 tratte ferroviarie pendolari peggiori d’Italia, tra riduzioni delle corse, lentezza, disservizi e sovraffollamento: una triste classifica presentata oggi dall’associazione ambientalista nell’ambito della sua campagna Pendolaria, dedicata alla mobilità sostenibile ed ai diritti di chi ogni giorno si sposta in treno.

“Per quei tre milioni di cittadini che ogni giorno prendono il treno per andare a lavorare la situazione diventa ogni giorno più difficile – dichiara il vice presidente di Legambiente Edoardo Zanchini -. Eppure di quella che è una vera e propria emergenza nazionale, la politica non sembra intenzionata a occuparsi. Negli ultimi anni il servizio in larga parte delle Regioni è andato peggiorando per la riduzione delle risorse e l’incertezza sul futuro, per cui i treni sono sempre più affollati, spesso in ritardo e con le solite vecchie carrozze. Per chi si muove in treno ogni giorno la situazione è spesso disperata, con le situazioni peggiori che si vivono in Campania, Veneto, Piemonte, Lazio.”

Si tratta di una selezione sulla base di situazioni oggettive e proteste da parte dei pendolari, che però accomuna molte linee pendolari in Italia e che rispecchia quanto poco le Regioni ed i Governi hanno fatto nel corso degli ultimi anni e quanto le situazioni già critiche dei pendolari siano diventate insopportabili. A rendere evidente la situazione sempre più complicata che vivono i pendolari italiani sono i tagli realizzati negli ultimi due anni al servizio ferroviario, ossia il taglio di treni, a cui si accompagna in quasi tutte le Regioni italiane un aumento delle tariffe.

Tagli alle corse ferroviarie sempre più frequenti sono lamentati soprattutto su una linea che collega due capoluoghi di Provincia come Potenza-Salerno, lungo una tratta utilizzata da migliaia lavoratori e studenti che collega molti centri abitati. Ed anche quando i treni non subiscono soppressioni improvvise i ritardi sono all’ordine del giorno, con convogli che non raggiungono i 50 km/h di velocità di media ed impiegano 2 ore e mezza per arrivare a destinazione, sia che si tratti di regionali sia di Intercity. E non finiscono qui i disagi: dal prossimo cambio di orario verranno anche soppressi due treni di primo mattino diretti a Salerno, quelli maggiormente utilizzati dai pendolari.

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