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Cava de’ Tirreni. Il sound americano e campano si fondono al Marte: in concerto Gillian Grassie e Bogo

Scritto da Redazione il 11 dicembre 2013 in Concerti. Stampa articolo

GillianGrassieCava de’ Tirreni. Torna anche a dicembre il Festival Internazionale di Musica Indipendente, Beatscape, grazie all’incontro tra due culture diverse: Stati Uniti e Sud Italia. La serata di venerdì 13 dicembre , dalle ore 21.30 presso il MARTE Mediateca, vede protagonisti l’arpista di Philadephia, Gillian Grassie, e il ciletano Bogo.

L’introduzione degli artisti è a cura dell’Unis@und Web Radio, la radio dell’Università degli Studi di Salerno. Ad aprire la serata, l’omaggio a Patti Smith con ‘TALKING ABOUT BEATSCAPE. PICCOLI RACCONTI DALL’IMMAGINARIO MUSICALE’, concept di Alfonso Amendola, a cura di Pietro Patrissi e Carmine Vitale.

Terzo appuntamento con Beatscape, che venerdì vede l’abbraccio simbolico di due culture musicali diverse, due personaggi del panorama indipendente, l’esaltazione sonora del binomio Usa-Italia. Dopo un omaggio alla cantante e poetessa Patti Smith, la serata prende il volo con l’arpista/cantautrice Gillian Grassie, pluripremiata, in pieno tour internazionale, proveniente da Philadelphia (Usa). Il cantautore statunitense Marc Cohn, vincitore del Grammy Award nel 1992, ha detto della sua musica, “è raro ascoltare una giovane cantautrice così carica di sentimento e anche più raro sentire un’arpa con un groove così profondo e calzante. Sono stato conquistato subito dal suo sound”.

Il modo innovativo di usare l’arpa, l’espressività vocale e il suo coraggio cantautorale sofisticato ma accessibile le hanno procurato apprezzamenti dalla Thomas J.Watson Foundation e dal Dipartimento di Stato Americano, molti riconoscimenti e il forte supporto dei suoi fan, che hanno finanziato il suo secondo album, ‘The Hinterhaus’, prodotto da Todd Sickafoose (Ani DiFranco, Anaïs Mitchell). Grassie si è laureata al Bryn Mawr College nel 2009 con una tesi sulla Letteratura Comparativa. Una narratrice naturale, la sua musica si ispira spesso alla letteratura.

Giovanissima, 24 anni, si è esibita in tredici Paesi di quattro Continenti, portando l’arpa popolare a un nuovo pubblico: Stati Uniti, Canada, Russia, Colombia, Perù, Ecuador, India, Indonesia, Germania, Belgio, Paesi Bassi, Francia e Italia. L’innovativo uso dell’arpa, a metà tra il pop e l’elettronica, l’espressività della sua voce e l’indiscussa abilità di compositrice le hanno fatto guadagnare successo internazionale.

Ma la serata non finisce qui. Infatti, la Gillian incontra, sul palcoscenico del MARTE, il cantautore cilentano Bogo. “Ho iniziato a suonare più o meno a 14 anni, dunque 7 anni fa. Sono cresciuto con gli Oasis e la cosa che mi ha spinto ad imbracciare la chitarra è stata la voglia di riprodurre i loro brani”. Così racconta l’alba della sua carriera, Bogo, nome d’arte di Davide Napoleone. “Da questa cosa è maturata naturalmente e senza troppe forzature la voglia di comporre brani miei, di approfondire questo passatempo e di sperimentare vari generi. Tra le varie sperimentazioni anche un trio IndieRock ‘Il Volo di Er’ del quale ero batteria, voce e songwriter. Suonando in giro per i locali ho conosciuto Gianluigi Manzo, mio attuale produttore e fondatore dell’etichetta Tippin’ The Velvet. Poi da lì a poco ho iniziato a suonare da solista, scegliendo il nome BOGO semplicemente perché Davide Napoleone lo vedo più nome da pilota di formula uno. Il nome saltò fuori scherzando con degli amici durante un concertone dove si esibivano Verdena ed Afterhours in una sola serata”.

L’ep che attualmente è in lavorazione, presso gli studi Monochrome di Luigi Nobile, si intitolerà ‘Animali Stanchi’.  “Ha come tema principale la grande virtù che l’uomo sta acquisendo molto velocemente con il passare del tempo, quella di autodistruggersi consapevolmente” spiega ironico Bogo. Il progetto parallelo invece si intitola ‘Viddi na ficu carreca re pruna’ (Vidi una pianta di fichi carica di prugne) e consiste nel recupero, nella reinterpretazione e nella pubblicazione di antichi canti delle terra cilentana, nello specifico Capaccio.

Con Beatscape’ il MARTE intende porre Cava de’Tirreni come pivot del Sud Italia  su cui far orbitare esperienze di produzione indipendente significative e tendenze musicali attive nel panorama mondiale. L’idea di base risponde ad un’intenzione ben precisa: stimolare e favorire l’incontro di percorsi artistici diversi, amplificare la ricerca e il fermento musicale che vive e abita la Campania e favorire lo scambio culturale tra gli artisti emergenti italiani e stranieri.

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