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Canone Rai: una sentenza ne ribalta il pagamento

Scritto da Redazione il 19 dicembre 2013 in Attualità. Stampa articolo

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Secondo quanto deciso da una legge nel 1938, per non pagare il canone Rai non bisogna possedere alcun apparecchio che riproduca il segnale televisivo.

Una legge da molti considerata obsoleta perché, oggi, anche un cellulare è in grado di riprodurre immagini. C’è una novità: una sentenza della Commissione Tributaria del Lazio (sentenza 597/2013) ha accolto l’istanza di un contribuente che si era opposto alla cartella esattoriale di riscossione del canone tv, producendo la domanda di richiesta di oscuramento inviata alla Rai. La televisione pubblica non aveva mai dato risposta e la cartella per il pagamento del canone era arrivata puntuale. Il contribuente, però, non si è lasciato intimidire e l’ha impugnata. Se in primo grado non gli è stata data ragione, nel giudizio di secondo grado ha visto accolta la sua istanza.

Il caso crea un importante precedente, una ‘via di fuga’ dalla tassa del monopolio televisivo di stato. Secondo i magistrati laziali la cartella è nulla, anche se il cittadino ha continuato a usufruire dei servizi tv. È sufficiente, infatti, che egli abbia fatto denuncia di oscuramento alla Rai e questa non abbia risposto.

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© RIPRODUZIONE RISERVATA

One Response to Canone Rai: una sentenza ne ribalta il pagamento

  1. Gerardo

    19 dicembre 2013 at 23:27

    un po di anni fa, feci anch’io la richiesta di oscuramento inviando la somma di lire 10.000, ma la RAI mi rispose che in base all’articolo 1, dovevo pagare perchè ero in possesso di apparecchi di ricezione radio – televisivi.
    però le Lire 10.000 non mi sono mai state restituite