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Natale in casa per gli italiani e rincari fino al 5% per il cenone della Vigilia

Scritto da Redazione il 21 dicembre 2013 in Attualità. Stampa articolo

cenone-di-NataleGli italiani, anche quest’anno, festeggeranno il Natale in casa, nel segno della tradizione e dello stare in famiglia. Lo rivelano i dati del sondaggio Confesercenti-Swg.

43 milioni di abitanti del Belpaese (il 91% della popolazione) celebreranno la vigilia o il pranzo di Natale insieme ai parenti stretti. Un numero comunque in calo rispetto all’anno scorso.

Sempre più viva la tradizione, anche se aumenta ancora la quota di italiani che decide di non festeggiare: sono il 4%, rispetto al 3% del 2012 e all’1% del 2011. Si registra anche un leggero aumento (dall’1 al 2%) di coloro che brinderanno e gusteranno le prelibatezze natalizie, insieme a parenti ed amici stretti, al ristorante.

Soltanto il 2% degli italiani, secondo il sondaggio della Confesercenti, sceglierà di partire con la famiglia in vacanza in Italia, mentre l’1% degli italiani sarà in viaggio all’estero. Quest’anno, scompare invece la percentuale di italiani che passerà le feste al lavoro: dall’1% del 2012 allo 0% del 2013.

Le famiglie italiane spenderanno per il classico cenone di Natale mediamente il 5% in piu’ rispetto allo scorso anno. Lo afferma il Codacons, che attribuisce la maggiore spesa ai rincari dei prezzi nel settore alimentare.

A poche ore dal Natale si registrano aumenti generalizzati dei listini con picchi a due cifre per il pesce. Si va da incrementi contenuti per vongole e cozze che costano rispettivamente il 2% e 3% rispetto allo scorso anno fino ad aumenti considerevoli per gli altri prodotti tipici come trote (+13%) e calamari (+11%).

Più in generale è tutto il comparto alimentare a risentire dell’aumento dei prezzi, al punto che per una cena di 8 persone realizzata interamente in casa si spenderanno quest’anno mediamente 248 euro (12 euro in più rispetto al 2011).

A causa della forte crisi, le famiglie saranno costrette a modificare anche il proprio menu, portando in tavola dei prodotti più economici, ma sempre “tradizionali”.

Invece di mangiare la spigola, si sceglieranno pesci più “poveri” (di costo, ma non di valori nutrizionali), come la trota o lo sgombro. Anche per il vino, si sceglieranno prodotti, sempre di buona qualità, ma più economici.

Qualunque sia il menu scelto, per risparmiare Federconsumatori ed Adusbef consigliano di approfittare delle numerose promozioni che, in questo periodo, vengono proposte presso gli esercizi commerciali, prestando però molta attenzione alle etichette, alle date di scadenza ed alla qualità dei prodotti, diffidando sempre dai prodotti contraffatti.

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