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Baronissi. De Salvo si racconta da assessore a segretario Pd: “Moscatiello ha tradito gli elettori”

Scritto da Redazione il 21 dicembre 2013 in Evidenza,Politica. Stampa articolo

Serafino De SalvoBaronissi. È stato il consigliere più votato alle elezioni amministrative del 2009, nominato assessore al commercio, politiche sociali e contenzioso ha rinunciato ad ogni incarico in nome della coerenza e della legalità. Serafino De Salvo segretario del circolo Pd di Baronissi è un giovane avvocato dall’eloquio spontaneo e dai modi affabili. Del giurista conserva solo l’abilità oratoria non di certo l’algido distacco dei soloni forensi. Lo incontriamo in una tiepida mattina di dicembre nella sede del circolo; alle pareti i volantini delle tante iniziative promosse ed un tabellone con i risultati delle recenti votazioni alle primarie di partito: 271 preferenze per la lista a sostegno di Matteo Renzi, 73 per quella di Gianni Cuperlo, 72 per quella a favore di Pippo Civati. A maggio Baronissi andrà al voto; De Salvo oltre a tracciare un bilancio riguardo l’amministrazione Moscatiello valuta gli scenari della politica nazionale.

Trasformismo e mancanza di trasparenza sono per il segretario cittadino la cifra della politica dell’attuale primo cittadino

“Il sindaco Giovanni Moscatiello rappresenta tutto ciò che un politico ed un amministratore non dovrebbero mai essere. Eletto nelle fila di una lista civica appoggiata dal centrosinistra è passato dall’altra parte grazie ad una notevole contropartita ricevuta dal presidente della provincia Edmondo Cirielli” De Salvo fa riferimento alla circostanza secondo cui il primo cittadino  avrebbe barattato la sterzata a destra con l’incarico di segretario generale della Provincia guidata dallo stesso Cirielli. “I fatti parlano chiaro – dice – a pochi mesi dalla sua elezione Moscatiello è passato dall’altra parte ricevendo in cambio un incarico in provincia ben remunerato”. La reazione da parte di chi ha fatto lui stesso parte di quella giunta fu immediata “Non esitai un solo istante ad andar via: gli elettori di questa città meritano francamente molto di più”.

Uno spreco inesauribile di soldi pubblici è l’altro connotato dell’amministrazione in carica

20131221_092646000_iOS“In centro in occasione dei festeggiamenti dei duecento anni della fondazione del comune c’è un’installazione costata alla comunità  80 mila euro e di cui ancora oggi fatico molto a capire il senso.”  De Salvo si riferisce all’installazione di “Lucy in The Sky with Diamonds” di Nicola Salvatore un assemblaggio di tubi d’acciaio protesi verso il cielo con all’interno incastonato un diamante di plexiglass. Non manca poi una stoccata riguardo i costi dello staff del sindaco “I quattro assistenti di Moscatiello tra cui l’addetto stampa costano alla comunità 120 mila euro all’anno. Uno sproposito per una città come Baronissi afflitta da mille problemi”.

Primarie di partito come antidoto all’eterno ritorno di Moscatiello già candidatosi per le elezioni della prossima primavera

“Al momento il Pd di Baronissi non ha ancora un  suo candidato ma le assicuro che il prescelto sarà individuato attraverso una consultazione popolare” Ancora qualche riserva riguardo una sua possibile candidatura. “Non ho ancora deciso, rimango però a disposizione del partito. Preferisco l’unità del Pd ai miei interessi personali”. Il movimento dei Forconi e l’eterna questione del doppio incarico del sindaco di Salerno Vincenzo De Luca e l’elezione a segretario nazionale di Matteo Renzi sono l’occasione per De Salvo per fare un breve excursus della politica nazionale. “I forconi rappresentano solo un interesse di parte, il malcontento circoscritto di una cerchia ristretta di persone. I veri problemi – sottolinea – sono altri, la rabbia dell’Italia vera non è simboleggiata da loro”

Grande ammirazione per il sindaco di Salerno: “Lo stimo come politico ed amministratore locale sta facendo grandi cose. – Mera provocazione la scelta mancata tra l’incarico di sindaco e quello di viceministro ai trasporti: “E’ un modo come un altro per mettere alla prova il governo; a De Luca non piace l’ipocrisia né i giochetti della vecchia politica: se gli si affida un incarico lo si deve mettere anche nelle condizioni di operare”. L’elezione di Matteo Renzi a segretario nazionale è invece l’emblema del 20131221_091414000_iOSdesiderio di cambiamento della città. “Non conosco Renzi di persona ma credo che la sua elezione rappresenti un messaggio ed una speranza: la gente vuol cambiare ed il cambiamento non può che essere rappresentato da volti nuovi”. Nel circolo che ricorda le vecchie sezioni di una volta, dove oltre alla politica si faceva convivialità, si scorgono cestini stracolmi di piatti di plastica e guantiere, sul tavolo rivestito di una tovaglia rossa che ricorda più l’appartenenza politica che il clima natalizio, c’è qualche macchia di caffè. “A volte la sezione è usata anche da alcuni ragazzi per riunirsi” Fuori una targa ricorda a chi è intitolato il circolo: “Marcello Torre” il sindaco di Pagani ucciso nel 1980 per essersi opposto alla camorra di Raffaele Cutolo. Qualche centinaio di metri più in là “Lucy in The Sky with Diamonds” del maestro Salvatore.

Raffaele de Chiara

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