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Eboli. L’ospedale unico della Valle del Sele divide la politica. Melchionda: “Destra isolata”

Scritto da Redazione il 21 dicembre 2013 in Piana del Sele. Stampa articolo

martino-melchiondaEboli. Il Consiglio Comunale, nella seduta di oggi, ha approvato una delibera di indirizzi che, partendo dalla proposta della maggioranza, ha raccolto anche il contributo delle altre forze politiche, ad eccezione del centro destra.

In particolare, la delibera, approvata a larga maggioranza, riafferma con forza l’esigenza che sia rivisto il decreto 82 nella parte in cui definisce non prioritaria la realizzazione dell’ospedale unico della Valle del Sele.

Ribadisce la necessità di una più equilibrata riorganizzazione dei livelli di assistenza sanitaria nella Valle del Sele e riafferma la validità della proposta di razionalizzazione tra gli ospedali di Eboli e Battipaglia, che potrà essere estesa al resto del comprensorio.

Per quanto riguarda il commissariamento, è stata ribadita la necessità che si torni nel più breve tempo possibile alle ordinarie modalità di gestione dell’ospedale.

A riguardo interviene il Sindaco di Eboli Martino Melchionda: “La discussione si è rivelata utile ed è partita da una proposta della maggioranza che è stata in larga parte condivisa, recependo ulteriori contributi da parte di alcune forze politiche presenti in Consiglio Comunale. Con la nostra proposta abbiamo riaffermato con forza la necessità di realizzare l’ospedale unico della Valle del Sele, che deve tornare ad essere una priorità.

E’ stata largamente condivisa l’esigenza – incalza il primo cittadino – che il commissariamento abbia rapidamente termine, giacché esso sembra essere l’ennesimo attacco al nostro ospedale. Gran parte del Consiglio ha saputo stringersi intorno ad una proposta che difende il territorio; la destra, invece, ancora una volta, è rimasta isolata a difendere, con non poco imbarazzo, l’indifendibile, per sudditanza politica verso Cirielli e Caldoro.

In tal modo – conclude Melchionda – hanno abdicato al proprio ruolo di rappresentanti degli interessi dei cittadini, dimostrando tutta la propria incapacità ad assumere una posizione che difenda il territorio al di là delle appartenenze politiche”.

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