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Cava de’ Tirreni. Grande successo per la Compagnia Arcoscenico nella comicità di ‘Petito? Che risate!!!’

Scritto da Redazione il 23 dicembre 2013 in Teatro. Stampa articolo

DSC_2266Cava de’ Tirreni. Un’altra serata all’insegna dello spettacolo. Un’altra serata di sipario rosso e applausi di spettatori, quegli spettatori fedeli alla rassegna teatrale del “Premio Li Curti”, al Social Tennis Club di Cava de’ Tirreni. E’ la volta della Compagnia Teatrale “Arcoscenico” che ha portato in scena alle ore 21.00 di venerdì sera “Petito? Che risate!!!”.

Tre punti esclamativi nel titolo dello spettacolo come i tre personaggi che irradiano la scena. Biancheria che pende dinanzi al sipario chiuso e tre sgabelli quasi tra il pubblico, così gli attori della Compagnia omaggiano il principe della risata Antonio De Curtis. Una novità che attira lo spettatore ad alzare gli occhi e incuriosirsi ancor di più di quanto già non lo sia nel poter vedere la trasposizione delle opere di Petito, re dei Pulcinella, sul palco.

Un gioco di teatro quello portato sulla scena da Rodolfo Fornario, regista e attore dello spettacolo, che vede una scenografia essenziale composta da quattro carte da gioco napoletane giganti, e tre personaggi emblematici che riprendono Scarpetta: Pulcinella, Felice Sciosciammocca e l’avvocato Tartaglia. Due sono le farse portate alla comicità vera e propria, tra “A’ scampagnata de tre disperate”, tre uomini alla ricerca di cibo alla “Miseria e nobiltà” di Totò, e “Don Felice creduto guaglione e n’anno” un intreccio di fraintendimenti tra un nobile che chiede la mano della figlia del ciabattino interpretato da Pulcinella.

La bravura dei personaggi, interpretati da Rodolfo Fornario, Roberto Capasso, Francesco Vollaro e Antonella Quaranta,  ha fatto si che le interpretazioni fossero sciolte, quasi come improvvisate per rendere il tutto più spontaneo e non costruito. Una naturalezza capace di coinvolgere il pubblico, sia moralmente ma anche fisicamente, considerando che gli attori recitavano a “tu per tu” con lo spettatore con sgabelli quasi posti tra il pubblico. Un pubblico che non può non sentirsi che accolto e informato su quello che accade, riesce ad avere un’inquadratura generale su ciò che succederà, tra ironia e comicità. Risate, applausi, i suoni principali della serata che ha accompagnato gli attori anche nel secondo atto, quando Don Felice si improvvisa neonato per non essere cacciato a calci nel sedere dal suo futuro suocero.

“Uno spettacolo questo per parlare del gioco serio del teatro – così commenta il Regista – Uno spettacolo che portiamo in scena da tanto tempo ma ogni volta ci divertiamo.”

Articolo e foto di Clemente Donadio

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