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Nocera. Il Vescovo Giudice si ispira a ‘Natale in casa Cupiello’ di Eduardo De Filippo per gli auguri

Scritto da Redazione il 23 dicembre 2013 in Agro Nocerino. Stampa articolo

vescovo_Nocera InferioreNocera. Come ogni Natale, anche quest’anno il Vescovo, S.E. Rev.ma Monsignor Giuseppe Giudice della Diocesi di Nocera Inferiore – Sarno rivolge un messaggio di auguri e di pace a tutti i fedeli. Ecco il testo integrale:

“Vi annuncio una grande gioia, è nato per voi il Salvatore, che è Cristo Signore” (Lc 2,10-11)

“Ad ogni famiglia vorrei annunciare ciò che l’Angelo ha detto quella notte. Questo annuncio deve concretamente essere accolto, altrimenti rimane fuori la porta. Mi piacerebbe in questo messaggio di Natale 2013 quasi rileggere teologicamente, se fosse possibile, Natale in casa Cupiello. Ho pensato a questo messaggio perché in quella grande opera di Eduardo De Filippo, che è tradizione meridionale e filosofia, c’è l’umanità di sempre.

C’è innanzitutto il personaggio, don Luca, il quale ha una sua religiosità. Gli piace preparare il presepe. In tante case lo si prepara anche se non sempre c’è un cammino di fede. Intorno a quel presepe, il mistero del Natale, c’è però una vita che urla e impazzisce.

C’è un giovane, il figlio, che dorme fino a tardi, non ha lavoro, non sa cosa fare.

C’è la figlia che è in difficoltà con il marito.

C’è la signora Concetta, la mamma, la moglie, che come ogni mamma deve cercare di mettere insieme la famiglia, riprendere i pezzi e ricucirli.

Mi sembra che in Natale in casa Cupiello, Eduardo De Filippo abbia stigmatizzato bene la situazione che viviamo. Viene Natale, è Natale. Però intorno a noi, nelle nostre famiglie, nelle nostre case, ci sono delle situazioni problematiche, ci sono delle realtà dove Gesù non è al centro.

L’augurio voglio farlo riprendendo questa commedia di De Filippo, e inviterei anche a guardarla o rileggerla perché c’è un messaggio molto forte, c’è anche la sofferenza che unisce la famiglia e aiuta recuperare i rapporti. Il mio Messaggio di Natale si rivolge soprattutto ai sofferenti, agli ammalati. Nelle case ci sono dei letti a cui tanti ammalati sono inchiodati. A loro dico: Buon Natale, un Natale di fede! Poi penso ai bambini, quelli che sono accolti e quelli che non sono accolti. Se volete imparare il Natale dovete guardare nei loro occhi. In quello stupore noi impariamo nuovamente il mistero del Natale. Ai bambini dico: Buon Natale!

Ai giovani che sognano, a quelli che si devono sposare, a quelli che aspettano un lavoro, ai giovani che si sono bloccati nello studio, una parola di fiducia e di speranza: Egli è nato per ognuno di noi. A questi giovani l’invito a tornare a Betlemme, a riprendere le cose semplici. Ai giovani che si perdono nella notte, ai giovani che hanno la notte nel cuore, dico che c’è una notte di Betlemme che ci può dare la luce.

E poi l’augurio ai nostri anziani. Quanti anziani nelle nostre famiglie portano la loro saggezza, portano anche la loro pensione, e aiutano tante famiglie, tante situazioni. A questi anziani, che sono angeli per i nipoti, collante per la famiglia, Buon Natale!

Buon Natale alle parrocchie, dove si accoglie Gesù, ai parroci, a tutti coloro che vivono il ministero della bellezza e della novità. Buon Natale anche ai nostri governanti, ai sindaci, agli amministratori, agli insegnanti, ai lavoratori, a tutti quelli che accolgono il Signore o che aspettano di accoglierlo.

Buon Natale di pace. Buon Natale di serenità. Buon Natale di famiglia. Ecco recuperiamo la famiglia. Recuperiamo la tavola del Natale. Un invito: lasciate un posto a tavola per un povero. A volte i poveri rimangono fuori, ma a volte sono anche dentro. Si può mangiare insieme senza comunione, si può essere insieme a Natale senza fare festa. Questo perché abbiamo dimenticato il Festeggiato, abbiamo dimenticato Gesù.

Buon Natale ad ognuno di voi. Vi benedico!”

 

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