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Rocco de Paola e il suo progetto acustico ‘Distinguere di notte’: “La mia musica proviene dal cantautorato italiano ed inglese”

Scritto da Redazione il 27 dicembre 2013 in Musica. Stampa articolo

Rocco de PaolaSi presenta col suo nome, ma non è solo. Con lui suonano e collaborano amici e musicisti senza i quali, a suo dire, sarebbe perso. Rocco de Paola, 36 enne di Teggiano, è un musicista al passo con i tempi ma con uno sguardo rivolto alla tradizione. Con lui suonano Innocenzo Palladino alla chitarra, Michele Perrone al basso ed Edmondo Ragone alla batteria. Insieme a loro e ad altri amici Rocco ha registrato un ep acustico nel 2012, “Distinguere di notte”:  cinque pezzi che ricordano il cantautorato della vecchia guardia, quello dell’ attenzione ai particolari, alla bellezza del suono e alla profondità dei testi. L’ep si può ascoltare sul sito roccodepaola.it.

 de Paola, come e quando nasce il suo progetto?

 Ho 36 anni e giro per locali e non solo da quando ne avevo 17. Mi sono concesso una sola piccola pausa, dai 26 ai 33 anni, e subito dopo questa lunga riflessione ho inciso il mio primo “ep” acustico dal titolo “Distinguere di notte”. Con questo mini album sto girando per il territorio Salernitano, cercando di far conoscere la mia musica. E poi ci sono Internet e i social, la mia pagina Facebook, Twitter e il mio sito personale, grazie ai quali le mie canzoni vengono ascoltate anche al di fuori del territorio provinciale. Il progetto nasce, anche grazie alla tecnologia.

Da quali influenze musicali è contaminata la sua musica?

Da ragazzo ero molto attratto dal cantautorato italiano, quindi le maggiori influenze provengono dai Battisti, De Gregori, Dalla, De André, un amore viscerale per Pino Daniele. Crescendo i miei punti di riferimento musicali si sono spostati verso artisti anglosassoni: Sting, Stevie Wonder, Bob Marley , Dylan, Neil Young.

Ha un ep all’ attivo, “Distinguere di notte”. Com’è andata la registrazione?

“Distinguere di Notte” è stato registrato in poco tempo, soprattutto grazie all’aiuto di amici musicisti e tecnici senza i quali non sarei andato da nessuna parte. Tutto sommato oggi è semplice incidere un disco in casa propria con risultati accettabili e, quindi, ho potuto esprimere tutto ciò che sopiva nella mia mente da anni in maniera relativamente immediata ed economica. Però la produzione di questo disco mi ha insegnato molto: ho imparato che il mondo non è poi così brutto come vogliono farci credere, che un amico è tuo amico senza aspettarsi niente da te. Ma soprattutto ho imparato a dare molto perché molto ho ricevuto.

Dal suo sito personale si legge che l’ ep si trova anche su iTunes, è sotto contratto con qualche etichetta?

Nessuna etichetta mi tiene sotto contratto e tra quelle che mi hanno fatto una proposta, nessuna meritava la mia musica. Non è presunzione, ma molte chiedono tutto in cambio di niente. Quando mi arriverà una proposta seria allora sarà il caso di ponderare la cosa. Per adesso la musica che scrivo, bella o brutta che sia, è mia e me la tengo così com’è.

In “Distinguere di notte” canta in italiano ma c’è anche un pezzo in inglese.

L’unico pezzo in inglese che ho scritto è il primo del mini album, “Dont’ Remember”. E’ e resterà un esperimento dettato dall’ incoscienza giovanile. Ma, a parte il testo dall’ inglese maccheronico, la canzone funziona: è tra le più cliccate sul mio canale youtube.

Da artista come vive la scena musicale indipendente Salernitana?

La scena Salernitana è uguale a quella nazionale, ora è un po’ più difficile suonare musica inedita. Ma in linea generale le difficoltà per un musicista emergente e per i locali vengono dalla burocrazia. Non tutti i gestori possono permettersi di pagare la S.I.A.E. e riducono i momenti di musica dal vivo. In quei pochi momenti la maggior parte dei gestori chiamano i gruppi che riescono a garantire un discreto afflusso di pubblico. Da qui, il proliferare delle cover band. Non ho nulla in contrario alle cover band, sia chiaro, ma in questo modo saranno sempre i soliti noti a guadagnare e a portare avanti la loro musica, a discapito di chi rischia in nuovi progetti. Come dicevo prima “tutto si trasforma”, ma a volte a me sembra che la fisiologica trasformazione delle cose in Italia sia ostacolata e questo rallentamento porta alla stagnazione economico-culturale in cui ci troviamo oggi.

Progetti futuri?

Domenica 29 suonerò ad Auletta e martedì 31 a Sala Consilina. Poi in cantiere c’è un disco nuovo, sperando di avere più risorse in futuro per farlo. Per ora mi accontento di portare i nuovi pezzi nei live prima ancora di averli incisi.

Arianna Grilli

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