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“Ospedale di Roccadaspide a rischio chiusura”, il Sindaco di Eboli smentisce Auricchio

Scritto da Redazione il 23 gennaio 2014 in Piana del Sele. Stampa articolo

ospedale_Roccadaspide12Roccadaspide. Replica immediata di Martino Melchionda, sindaco di Eboli, alla nota di Girolamo Auricchio, sindaco di Roccadaspide: quest’ultimo aveva, stamane, commentato la proposta di Melchionda e del commissario prefettizio di Battipaglia Ruffo di chiudere completamente l’ospedale di Roccadaspide, attraverso la razionalizzazione dei Presidi Ospedalieri di Eboli e Battipaglia, che i due hanno sottoscritto.

“Dalle parole del sindaco di Roccadaspide”, afferma Melchionda, “si evince con chiarezza la lettura completamente errata della proposta sanitaria sottoscritta insieme al Comune di Battipaglia. Egli non ha forse colto che ci opponiamo con forza alla chiusura dei quattro plessi ospedalieri, e dunque anche del nosocomio di Roccadaspide”.

“Con la nostra proposta”, dice, “chiediamo l’esatto contrario di quello che egli afferma: nessuna chiusura. Mettendo da parte visioni individualistiche e infruttuose difese di campanile, abbiamo chiesto a Squillante il mantenimento dei servizi sanitari esistenti,  la salvaguardia dei pronto soccorso in tutti i plessi e un maggior numero di posti letto. La proposta è ispirata ad un principio di riequilibrio territoriale, che vede la nostra area, e quindi gli ospedali di Eboli, Battipaglia, Oliveto Citra, Roccadaspide e Agropoli, vittima di una pesante penalizzazione a vantaggio del Cilento e dell’Agro”.

“Le considerazioni”, aggiunge, “del Sindaco di Roccadaspide sono forse il frutto di una lettura disattenta della nostra proposta; egli, al contrario, dovrebbe condurre con noi la sua battaglia contro i tagli perpetrati nell’area del Sele, unire le forze per affermare la validità di una proposta che tutela il diritto di tutti i cittadini dell’area ad una adeguata e degna assistenza sanitaria”.

Rivolgendosi al Presidente della Regione Campania e al Direttore generale dell’Asl, ai quali è indirizzata la lettera, il primo cittadino di Roccadaspide scriveva che “Melchionda e Ruffo, dividendosi, a mò di bottino conquistato senza però combattere i posti letto che attualmente sono assegnati all’Ospedale di Roccadaspide, si arrogano il diritto di decidere senza consultare gli altri Sindaci degli ospedali interessati e senza ascoltare i relativi territori”. 

“La proposta“, proseguiva Auricchio, “è oscena e scandalosa, ma soprattutto, non pare degna di rappresentanti del territorio. Perché si tratta di una proposta che mortifica e tende a violentare in maniera inaccettabile un intero territorio e una popolazione di gente laboriosa e perbene, quella cioè della Valle del Calore, degli Alburni e dell’Alento”.

“Quando il Sindaco di Eboli, di concerto con il Commissario di Battipaglia”, aggiungeva, “sostiene che dei 408 posti disponibili previsti dal Decreto 49/10, di cui 80 di riabilitazione già assegnati ad Oliveto Citra, i restanti 328 debbano essere ripartiti solo tra gli Ospedali di Eboli e Battipaglia, al fine di mantenere in questi due plessi gli stessi attuali reparti doppioni tra loro e garantire così due ospedali che si trovano a meno di 5 Km. di distanza l’uno dall’altro (appena 15 Km. dall’Azienda Ospedaliera di Salerno), che sono serviti da un’autostrada e da innumerevoli arterie di collegamento, e che consequenzialmente l’ospedale di Roccadaspide debba cedere loro i posti letto di cui attualmente dispone, e dunque essere chiuso, mi permetto di dire, senza se e senza ma, e se mi è consentito anche con estrema fermezza, che dice delle cose che sono assolutamente prive di logica e di buon senso, e che certo saranno contrastate in ogni sedeMa come si può immaginare che Eboli, che gode già di una struttura riabilitativa convenzionata con circa 300 posti letto (quella del Campolongo Hospital) e Battipaglia, che ha una clinica convenzionata con oltre 130 posti letto (la clinica Salus) possano accaparrarsi tutti i posti letto disponibili previsti dal Decreto 49/10. E ancora, come si può immaginare di lasciare un intero territorio come la Valle del Calore, degli Alburni e dell’Alento, nel pieno del Parco Nazionale del Cilento, completamente privo di assistenza sanitaria e di un ospedale che, peraltro, rappresenta un punto di riferimento e di eccellenza in regione Campania, sia per la qualità delle prestazioni che per la condizione di grande economicità che lo caratterizza (e che serve un territorio di circa 800 km quadrati, completamente privo di infrastrutture e rete viaria, con una densità abitativa di 41 abitanti per kmq e una popolazione prevalentemente anziana, ultrasessantacinquenni che è il doppio della media regionale, che è completamente sprovvisto di strutture e/o cliniche private e che a seguito della chiusura del P.O. di Agropoli ha avuto un incremento di utenza di oltre il 30% delle prestazioni di pronto soccorso”.

“Inoltre”, continuava il sindaco di Roccadaspide, “come possono i predetti Sindaci pretendere di continuare a mantenere tutti i reparti doppioni tra loro ( medicina, chirurgia, ortopedia, ostetricia e ginecologia, pediatria, cardiologia – utic, pneumologia),  molti dei quali non raggiungono nemmeno i parametri minimi previsti dalla normativa vigente, con strutture (come quella di Eboli) risalenti al 1200, inadeguate e priva di qualsivoglia autorizzazione al funzionamento con reparti, come quello di ostetricia-ginecologia, che non raggiunge il limite di 500 punti nascita all’anno previsti dal decreto 49/10, con una emodinamica che funziona solo di giorno e che è completamente fuori legge, atteso che il decreto 49/10 ne prevede una ogni 500.000 abitanti, laddove con quella di Eboli ve ne sono ben quattro in provincia di Salerno”.

“Seguirò con attenzione”, scriveva, “lo sviluppo degli eventi e resto fiducioso che le ‘prospettate ipotesi’ formulate dai rappresentanti istituzionali dei comuni di Eboli e Battipaglia si sciolgano come neve al sole, tanto le stesse sono inconsistenti e stravaganti. La proposta di Melchionda e Ruffo è una vera e propria strategia e un metodo di prevaricazione e che vi vuole imporre unilateralmente a danno dei nostri territori, il che è inammissibile ed inaccettabile. Mi appello, quindi, vivamente e convintamente alle strutture locali affinché, ciascuna per la parte di rispettiva competenza, vigilino e garantiscano condizioni di equilibrio e di massima equità. Al Direttore Antonio Squillante, chiamato ad elaborare un atto formale di riorganizzazione del costituendo Ospedale del Sele, persona seria e di indubbia professionalità, affinché continui a svolgere il suo lavoro con lo stesso spirito di profonda umanità e di equità che lo ha fin qui caratterizzato, garantendo i territori interni e marginalizzati della Valle del Calore, degli Alburni e dell’Alento e, conseguentemente, l’ospedale di Roccadaspide da queste sciagurate ipotesi di scippo che taluno immagina, preservandolo, al contrario, proprio in considerazione della sua peculiarità territoriale e funzionale, ben nota ormai a tutti gli operatori. Al Presidente della Regione Campania, anch’egli persona seria e di grande capacità e competenza, perché verifichi la possibilità concreta di una modifica del decreto 49/10, nel senso di riequilibrare le posizioni tra province e province, e comunque perché possa valutare la opportunità di redistribuire anche quei posti letto ricompresi nei 19.764 che non sono stati ancora assegnati”.

Il sindaco Auricchio concludeva chiedendo “ai Consiglieri della deputazione salernitana, affinché si decidano finalmente a formulare una concreta proposta di riorganizzazione, sempre promessa ma mai concretizzata, che tenga conto delle esigenze del territorio e che ponga al centro della discussione il diritto alla salute di tutti, in particolar modo dei più svantaggiati”.

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