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Consorzio Bonifica, Antonio Del Regno spiega i motivi delle dimissioni

Scritto da Redazione il 28 gennaio 2014 in Agro Nocerino. Stampa articolo

ANTONIO-DEL-REGNO-CONSIGLIERE-COMUNALE-DI-MERCATO-S.SEVERINO.2Agro Nocerino. Il consigliere comunale del Comune di Mercato San Severino Antonio Del Regno si dimette dalla carica di Deputato di Amministrazione del Consorzio Bonifica Integrale Comprensorio Sarno.

“Le mie dimissioni – afferma Del Regno – unitamente a quelle del presidente Vincenzo Orlando della maggioranza dei deputati di Amministrazione e dei consiglieri delegati sono da considerarsi un atto inevitabile e, per certi aspetti, a tutela dell’Ente consortile e dei suoi dipendenti”.

Già dal 2011 la questione era già molto delicata, in quanto dai bilanci consuntivi e revisionali degli anni precedenti emergeva una situazione debitoria per svariati milioni. Spese che sono aumentate in modo significativo con l’innesto nell’organico, alcuni anni prima del nostro insediamento, di circa settanta dipendenti stagionali che, a seguito di un contenzioso, sono stati assunti con un contratto a tempo determinato.

“La situazione – ha proseguito Antonio Del Regno – è peggiorata a causa della mancata corresponsione, da parte della Regione prima e dalla Gori poi, di crediti vantati dal Consorzio e dalla inesigibilità di oltre il trenta per cento dei tributi consortili annuali, molti dei quali sono diventati perenti per mancata interruzione dei termini. Allo stato attuale, come certificato dal Direttore Generale dell’Ente dott. Daniele, l’ assetto economico- finanziario è gravato da circa 35 milioni di debito e circa 30 milioni di crediti, la maggior parte di questi ultimi a carico della Regione e della Gori. L’unica possibilità per effettuare un piano di risanamento sarebbe consistita nel licenziamento di circa sessanta dipendenti e l’emissione di un ruolo straordinario che avesse raddoppiato i tributi a carico dei cittadini. Personalmente, non ho condiviso nessuna delle due soluzioni: la prima avrebbe portato alla deriva sessanta famiglia e, la seconda avrebbe sovraccaricato i nuclei familiari ,già provati dalla crisi, di un tributo che già stentano ad accettare”.

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