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Istat. Scende il clima di fiducia delle imprese manifatturiere, peggiorano le attese sull’occupazione

Scritto da Redazione il 29 gennaio 2014 in Attualità. Stampa articolo

MadeinitalyNel mese di gennaio l’indice destagionalizzato del clima di fiducia delle imprese manifatturiere scende a 97,7 da 98,2 registrato nel mese precedente. I giudizi sugli ordini si stabilizzano, mentre le attese di produzione migliorano leggermente. Il saldo relativo ai giudizi sulle scorte di magazzino passa da -4 a -1. 

L’indice del clima di fiducia scende da 98,8 a 97,2 nei beni di consumo, da 101,0 a 98,4 nei beni intermedi, mentre sale da 95,2 a 97,5 nei beni strumentali. I giudizi sugli ordini peggiorano nei beni di consumo e in quelli intermedi, migliorano nei beni strumentali. I giudizi sulle scorte di prodotti finiti presentano saldi in risalita nei beni di consumo e in quelli intermedi, in diminuzione nei beni strumentali. Le attese sulla produzione peggiorano nei beni di consumo, migliorano nei beni  intermedi e in quelli strumentali.

L’indice del clima di fiducia del settore manifatturiero scende nel Nord-ovest da 104,0 a 102,5, nel Centro dal 97,1 a 96,5, nel Mezzogiorno da 90,4 a 89,0, mentre sale nel Nord-est da 96,1 a 96,5. I giudizi sugli ordini peggiorano nel Nord-ovest e nel Nord-est, migliorano nel Centro e restano stabili nel Mezzogiorno; quelli sulle scorte di magazzino sono in risalita in tutte le ripartizioni territoriali, ad eccezione nel Mezzogiorno dove restano stabili. Le attese di produzione peggiorano nel Nord-ovest e nel Mezzogiorno, migliorano nel Nord-est e nel Centro.

Secondo le consuete domande trimestrali sulla capacità produttiva, il grado di utilizzo degli impianti scende da 72,9 del terzo trimestre a 72,7 del quarto trimestre del 2013. Scende leggermente dal 36% al 35% la quota di operatori che segnala la presenza di ostacoli all’attività produttiva; in particolare diminuisce la quota di imprese che segnala vincoli legati all’insufficienza degli impianti e/o dei materiali.

A gennaio 2014 l’indice del clima di fiducia delle imprese di costruzione scende a 76,5 da 82,2 di dicembre; peggiorano sia i giudizi sugli ordini e/o piani di costruzione sia le attese sull’occupazione (i saldi scendono da -42 a -49 e da -21 a -23, rispettivamente).

L’indice del clima di fiducia sale da 81,3 a 84,1 nell’ingegneria civile ma scende da 70,4 a 63,8 nella costruzione di edifici e da 96,2 a 83,7 nei lavori di costruzione specializzati. I giudizi sugli ordini peggiorano in tutti i settori delle costruzioni: in particolare, nella costruzione di edifici il saldo scende da -47 a -58, nell’ingegneria civile da -23 a -24 e nei lavori di costruzione specializzati da  -38 a -51; le attese sull’occupazione migliorano nell’ingegneria civile (da -16 a -11), peggiorano nei lavori di costruzione specializzati (da -17 a -23) e rimangono stabili nella costruzione di edifici (a -25).

Nel mese di gennaio, l’indice destagionalizzato del clima di fiducia delle imprese dei servizi sale da 80,9 di dicembre a 88,5. Il risultato è determinato dal miglioramento delle attese sul livello degli ordini (il cui saldo è passato da -10 a -3) e sull’andamento dell’economia in generale (da -36 a -24 il relativo saldo). I giudizi sugli ordini restano stabili a -20.

Peggiorano sia i giudizi che le attese sull’occupazione (da -4 a -12 e da -9 a -12, rispettivamente) e scende il saldo delle aspettative sulla dinamica dei prezzi di vendita (da -9 a  -13).

In particolare, gli indici settoriali del clima di fiducia progrediscono in tutti i settori di attività (da 84,2 a 108,0 nei trasporti e magazzinaggio, da 83,6 a 91,5 nei servizi di informazione e comunicazione e da 74,8 a 83,7 in quelli alle imprese) ad eccezione dei servizi turistici, dove il clima di fiducia scende da 74,2 a 70,8. I giudizi sugli ordini diminuiscono nei servizi turistici (da -16 a -26) e nei servizi di informazione e comunicazione (da -1 a -11); le relative attese si contraggono solo nei servizi alle imprese ed altri servizi (da -10 a -12). Le attese sull’andamento generale dell’economia crescono sensibilmente in tutti i comparti tranne che nel settore turistico (da -37 a -39 il relativo saldo).

Riguardo l’analisi territoriale, il clima di fiducia aumenta nel Nord-ovest da 77,8 a 91,2, al Centro da 81,0 a 95,1 e nel Mezzogiorno da 81,6 a 96,7; diminuisce, invece, nel Nord-est da 74,9 a 69,9.

Nel quarto trimestre 2013, si riduce lievemente (dal 61% al 60%) la  quota di imprese, che percepisce l’esistenza di ostacoli all’attività produttiva. Rispetto allo precedente trimestre, a spiegare i motivi di impedimento contribuisce in misura minore l’insufficienza della domanda (dal 61% al 44%) ma aumentano lievemente i vincoli finanziari e gli “altri motivi” (dal 25% al 28% e dal 47% al 48% dei casi, rispettivamente).

Nel commercio al dettaglio l’indice del clima di fiducia passa da 90,7 (in dicembre) a 93,5. In particolare, peggiora il saldo dei giudizi sulle vendite correnti (da -35 a -36) e recupera quello delle attese sulle vendite future (da -1 a 1); appare in diminuzione il saldo delle scorte di magazzino (da 2 a -5). Disaggregando i dati per tipologia distributiva, l’indicatore di fiducia aumenta in entrambi i circuiti distributivi, portandosi da 92,2 a 92,8 nella grande distribuzione e da 90,7 a 94,8 in quella tradizionale. Nella prima  peggiora il saldo dei giudizi sulle vendite correnti (da -22 a -23) e resta stabile sui valori dello scorso mese quello relativo alle attese sulle vendite future (11); nella seconda si conferma a -45 il saldo dei  giudizi sulle vendite correnti e recupera da -11 a -9 quello relativo alle attese sulle vendite. Quanto alle scorte di magazzino, il saldo della variabile passa da -1 a -4, nella grande distribuzione e da 4 a -5, in quella tradizionale.

 

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