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Battipaglia. Una città incompiuta sospesa tra passato e futuro, Ruffo: “Sono un tecnico, non faccio politica”

Scritto da Redazione il 29 gennaio 2014 in Evidenza,Piana del Sele. Stampa articolo

foto 4Battipaglia. Un palazzo padronale scrostato dal tempo e dall’incuria, simbolo di un’epoca che non c’è più. Battipaglia, nata  nel 29’ del secolo scorso, per chi ci vive è identificata con lo stabilimento ‘Baratta’. Un insediamento industriale di metà novecento. Produceva pomodori ed ha dato lavoro a migliaia di battipagliesi.

E’ stato per tanti anni l’emblema di una comunità dapprima agricola e poi operaia. Oggi è solo l’ennesimo vessillo di una politica industriale fallimentare.

‘Paif’ e ‘Termopaif’ sono aziende che a partire dagli anni 60’ hanno dato occupazione e sviluppo all’intera città.  Attualmente in crisi, rischiano di licenziare 136 lavoratori.

Mario-Rosario-RuffoIl palazzo del Municipo dista solo pochi metri dal palazzo ‘Baratta’. Ad accoglierci, con modi cortesi e sguardo penetrante, è un uomo di bassa statura dall’eloquio raffinato e dall’abbigliamento curato. Mario Rosario Ruffo originario di Napoli, è il prefetto di Mantova. Amministra la città dallo scorso maggio in seguito alle dimissioni del vecchio sindaco Giovanni Santomauro. Uomo di poche parole, Ruffo premette da subito di essere un tecnico e non un politico. “Non ho molta confidenza con le interviste – dice – sono un tecnico, preferisco più far parlare i fatti”.

Il dramma della disoccupazione come priorità da affrontare

“Conosco la situazione di crisi in cui versano la Paif e la Termopaif,  proprio ieri ho ricevuto la lettera da parte del PD locale. Ho promesso che mi attiverò e farò tutto quanto è in mio potere per cercare di sanare la situazione. Sono pronto a qualsiasi confronto”

Impegno istituzionale ma nessuna ricetta su come risolvere il problema

“Le soluzioni preferisco lasciarle agli economisti. Occupandomi di altro non sono in grado di indicare le strade da seguire; tanto più che anche coloro che si occupano di economia spesso mostrano di essere in disaccordo”

La perdita di posti di lavoro ma anche l’impossibilità per le famiglie di far fronte al pagamento dei tributi locali. L’Imu presenta un’aliquota al 6% ed è solo uno degli esempi di un’amministrazione che sembra chiedere tanto offrendo nel contempo ben poco ai propri cittadini

“Capisco il disagio ma purtroppo anche in questo caso non dipende da me. La legge mi obbliga, ai fini del risanamento delle casse comunali, ad innalzare ai massimi tutte le aliquote. E’ una scelta in qualche modo imposta dall’alto. Non dipende da me.

Strade infestate da buche, asfalto che sembra sfarinarsi ad ogni passaggio di auto ed edifici mai ultimati sono l’ennesima dimostrazione di una politica inefficiente

“Lei ha colto nel segno. Trattasi appunto di politica, personalmente come commissario, non posso di certo fare progetti di lungo raggio. Certo, appena possibile mi attiverò per cercare di risolvere il problema; ma sempre nei limiti che mi impone la legge”

Ospedale di Battipaglia, mancano reparti con ginecologia ed oculistica

“Da poco abbiamo stretto delle intese con l’ospedale di Eboli proprio per far fronte all’emergenza. Ma anche in questo caso sono scelte che spettano alla politica e non di certo al sottoscritto”.

L’incertezza del ritorno alle urne e la speranza di ritrovare in futuro una Battipaglia diversa

“In questi giorni il consiglio dei Ministri valuterà se procedere con l’insediamento di una commissione o per il ritorno alle urne. Non escludo il voto, naturalmente però non posso neppure confermarlo”

Opportunità da cogliere o mera rappresentazione del fallimento della classe politica locale, l’istituzione del commissario in una città, per Ruffo, rappresenta sempre un unicum da evitare con cura, specie in una democrazia.

“Il commissarimento è  una patologia, ad amministrare le città è giusto che ci siano politici sebbene in fondo, in fondo anch’io mi reputi tale. Nel senso però originario del termine, come custode della polis e del corretto uso delle regole democratiche”.

Fuori dal Municipio un piccolo presidio del comitato 9 dicembre, meglio noto come il movimento dei Forconi, continua a far sentire la propria presenza. Un altro piccolo spaccato di una città incompiuta, desiderosa solo di acquisire una propria identità.

Raffaele de Chiara

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