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Salerno. Senologia e psichiatria a rischio chiusura, Antonacchio (CISL FP): “E’ un atto scellerato”

Scritto da Redazione il 29 gennaio 2014 in Salerno. Stampa articolo

cisl-fp-logoSalerno. Le Unità Operative di Diagnostica Senologica in via Renato De Martino e di Psichiatria a Pastena  sono concretamente a rischio chiusura e/o smantellamento.

La popolazione di Salerno tutta e la maggior parte dei pazienti che utilizzano queste due strutture cittadine potrebbero perdere un punto chiave e di riferimento per le prestazioni di cui hanno bisogno.

Per la senologia le attività dello scorso anno possono essere così riassunte: 3723 prestazioni di mammografia screening e diagnostica, 14893 gli esami radiologici totali,  3500 visite senologiche ed eco mammaria, 650 visite chirurgiche e citologia, 600 approfondimenti screening per un totale di 8500 pazienti che ne hanno usufruito.

Per l’ambulatorio di Pastena, che rappresenta un trend consolidato di attività nel 2013 ha effettuato 212 prime visite, 1455 controlli, 853 psicoterapia, 181 interventi socio assistenziali, 514 terapie farmacologiche, 162 certificazioni, per un totale di 3377 prestazioni espletate e per un totale di migliaia di pazienti che frequentano il servizio.

“Qualora la persona debba essere posta al centro dell’intero sistema sanitario – afferma Pietro Antonacchio Segretario Generale della CISL FP – dobbiamo prendere atto che ciò non avviene nella ASL Salerno, poiché i dati di attività letti in maniera precisa sottolineano che di contro si continua ad operare con tagli lineari che sembra far definitivamente scivolare in secondo piano il reale universo dei problemi, delle reali necessità, delle paure e delle preoccupazioni della gente. Su tale aspetto saremo inflessibili e faremo montare una protesta fino alle sedi regionali e nazionali se necessario.”

“Avremo un serrato confronto – ribatte Alfonso Citarella Segretario Aziendale della CISL Medici – sulla inopportunità di smantellare i servizi, poiché allo stato non ci hanno ancora convinto sullo spostamento dei servizi in altre zone. Utenti fragili corrono il rischio di essere abbandonati a se stessi, in controtendenza rispetto agli obiettivi di un sistema sanitario moderno, ispirato a principi di universalità e uguaglianza che sono la tutela e la promozione del bene-salute, inteso sia come diritto fondamentale dell’individuo-cittadino, che come valore di interesse collettivo”.

“Qualora si opereranno tali scellerate scelte – conclude Pietro Antonacchio – e qualora sia marcata la caduta e la riduzione delle attività non disdegneremo di chiedere le immediate dimissioni dei responsabili di tali atti.”

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