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Polla, esondazione Tanagro: il sindaco copia la lettera di sollecito di 20 anni prima

Scritto da Redazione il 31 gennaio 2014 in Vallo di Diano. Stampa articolo

rocco_giuliano_2Polla. Gaffe o ricorso storico? Rocco Giuliano invia una lettera di sollecito agli enti preposti per la messa in sicurezza del fiume Tanagro ma la lettera è copiata da una sua precedente di 20 anni prima scritta dallo stesso Giuliano, che da circa 30 anni amministra il comune. Lo rivela la tv locale Italia 2. Una storia che si ripete dunque, con gli stessi protagonisti, le stesse parole e con il disagio dei cittadini che continua.

Ma veniamo all’accaduto. Con una nota indirizzata all’ass.regionale alla Protezione Civile Edoardo Cosenza, all’ass. provinciale ai lavori Pubblici Attilio Pierro, alla sala Operativa della Protezione Civile della Regione Campania, all’Auorità di Bacino Regionale, al Settore provinciale del Genio Civile, al Prefetto di Salerno e al Consorzio di Bonifica Vallo di Diano, infatti, il primo cittadino di Polla, Rocco Giuliano, ha sollecitato lo scorso 29 gennaio interventi urgenti da attuare nel tratto urbano del fiume Tanagro. Ogni anno il fiume, a causa di abbondanti piogge esonda e allaga la parte bassa della cittadina creando gravi disagi e numerosi danni, così come accaduto la scorsa settimana.

La storia dunque appare sempre la stessa anzi in questo caso si ripete. Tanto che quest’ultima richiesta di Giuliano è copiata da un datato 9 novembre 1994. In questo documento a firma del Sindaco di Polla, Rocco Giuliano già allora, l’oggetto è:  sistemazione del fossato Maltempo e della vasca Fiume Tanagro. Sostanzialmente la stessa richiesta che il primo cittadino ha avanzato  lo scorso 29 gennaio, nella quale, per l’appunto, vengono sollecitati interventi urgenti per il tratto urbano del Fiume Tanagro.

Nella richiesta di 20 anni fa, l’incipit metteva in evidenza “il pericolo incombente e minaccioso per la pubblica incolumità a causa della carente regimentazione delle acque del fiume Tanagro”. Da ricordare è lo straripamento delle acque, avvenuto nel dicembre del 1993, che provocò l’inondazione di campi ed abitazioni. “Il pericolo scriveva Giuliano, si ripete periodicamente con cadenza annuale”, proprio come sta succedendo negli ultimi anni, a causa allora come ora,  “delle grosse difficoltà di deflusso delle acque in quanto il fiume a partire dal ponte romano e fino al Fossato Maltempo si restringe e crea una vera e propria strozzatura. “La situazione, continuava il primo cittadino, si è aggravata a causa dell’esecuzione errata dei lavori di bonifica del Vallo di Diano” . Il documento, si conclude, anche in questo caso, allora come oggi, con l’auspicio del Sindaco Giuliano in un intervento repentino delle autorità competenti  per rimuovere il rischio che incombe sul centro abitato di Polla.

Una storia che mette in luce le gravi carenze del sistema burocratico e amministrativo italiano, incapace di un ricambio generazionale e che tenta e ritenta sempre con le stesse procedure di risolvere problemi che però permangono a scapito sempre dei cittadini. Giuliano, il Tanagro e le lettere copiate sembrano esser l’esempio di un Paese che non riesce ad innovare. Se 20 anni fa un’azione del genere non ha prodotto risultati perchè dovrebbe farlo ora nel 2014, è questa la domanda che sorge spontanea.

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