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Salerno. Fondi mancanti alle aziende socio sanitarie, Antonacchio: “Si smantella lo stato sociale”

Scritto da Redazione il 5 febbraio 2014 in Salerno. Stampa articolo

Pietro-Antonacchio-Cisl-640x411Salerno. Un “disastro annunciato”, così il segretario generale di Cisl Fp Salerno, Pietro Antonacchio, definisce la situazione delle strutture socio sanitarie del salernitano. Secondo Antonacchio la situazione finanziaria del settore socio sanitario starebbe collassando a causa della mancata compartecipazione alla spesa da parte dei Comuni e della pubblica amministrazione, che starebbero portando al declino e alla chiusura le aziende, strozzate da un destino di declino già scritto.

“Per dovere di chiarezza e per fare comprendere a tutti l’entità del problema bisogna sottolineare che i tetti di struttura della macroarea Assistenza Socio Sanitaria per l’anno 2013 sono stati così determinati dalla Regione: La Tenda – euro 777.174,62; Emmanuel – euro 340.679,29; U.I.L.D.M. – euro 745.235,94; Carresa – euro 1.751.304,45; Villa Caruso – euro 1.863.089,54; Villa delle Rose – euro 1.160.438,82; Villa Silvia – euro 5.748.962,94; Villa Alba – euro 4.790.802,45; Fondazione Juventus (O.G.) – euro 809.113,30; Juventus Vibonati – euro 133.077,85; Ortokinesis – euro 170.339,64; Medical R – euro 196.955,21; C.R.M. – euro 196.955,21; FKT Cilento – euro 324.709,94; Siria – euro 958.160,49 per un totale di euro 19.967.000,00 – scrive Antonacchio – Nei fatti purtroppo a tutte queste strutture viene erogata, della quota determinata, da parte della ASL solo la percentuale sanitaria. Di contro, rientrando per le diverse tipologie di intervento, fascia alta, medio e bassa, una percentualizzazione sociale che varia  tra il 30% al 70%,  la quota a carico dei comuni, questi ultimi negano tale adempimento lamentando scarsezza di risorse e impossibilità anche di rilasciare certificazioni di credito, le quali non di meno,  non sarebbero bancabili ovvero nessuno istituto bancario accetterebbe tali crediti poiché non coperti da certezza di incasso”.

Il segretario parla poi del caso specifico di Villa Caruso di Roccapiemonte, per la quale il tetto di spesa ammonta a 1.863.089,54 euro dei quali il 50% a carico della ASL che lo eroga e l’altro 50% a carico degli enti locali che si sottraggono all’ obbligo. Quindi la struttura, monca del 50% dei finanziamenti dovuti dal Comune negli anni 2012/2013, lamenta una mancata entrata di 1.552.574,61 euro, situazione simile a molte altre strutture del settore. E non risparmia accuse al manager dell’ Asl Salerno, Antonio Squillante, definendolo braccio operativo della Regione Campania nell’ affossamento delle strutture socio sanitarie: “In tale stato di cose, è di questi giorni la notizia che la ASL Salerno del manager Squillante stia richiedendo il Documento Uunico di Regolarità Contributiva impropriamente ai centri e soggetti accreditati nell’ambito della macroarea Assistenza riabilitativa e Socio Sanitaria, in assenza del quale non sembrerebbe voler più erogare le quote spettanti, nonostante che le stesse siano esonerate da tale adempimento, atteso che sono escluse dalla disciplina del DURC, sia in fase di affidamento del servizio che in fase di pagamento delle fatture – conclude Antonacchio –  Allora è proprio vero che la Regione Campania per il tramite del suo braccio operativo vuole definitivamente affossare tali strutture e decretare il completo smantellamento dello stato sociale”.

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