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Al teatro Verdi di Salerno va in scena lo spettacolo Itis Galileo con Marco Paolini

Scritto da Redazione il 10 febbraio 2014 in Teatro. Stampa articolo

Marco Paolini - ITIS GALILEO1Salerno. Al teatro municipale Giuseppe Verdi da giovedì 13 febbraio a sabato 15 febbraio (ore 21) e domenica 16 febbraio (ore 18.30) va in scena lo spettacolo ITIS GALILEO con Marco Paolini.

Essere geniali, in circostanze difficili, può essere un problema, per gli altri soprattutto. Parte da questa considerazione il lavoro di approfondimento curioso che Marco Paolini e Francesco Niccolini hanno dedicato alla figura di Galileo.

Il padre della scienza moderna, infatti, appare agli occhi dei contemporanei come un grande divulgatore dei propri studi, ma soprattutto come una mente che rimane aperta al dubbio fino alla fine, fino alla vecchiaia. Quando si parla di Galileo si pensa sempre a un anziano venerando: sarà una questione di iconografia, ma forse è anche perché si capisce che lo scienziato non si mette mai in pensione con la testa. Anzi, le scoperte più importanti le raggiunge dopo i sessant’anni.

Galileo vive quattrocento anni prima di noi, in un’epoca governata da certezze e rigidità di pensiero, ma alcuni elementi tornano oggi a riaprire il confronto con quel passato.

“Viviamo in un tempo in cui la magia è tornata a governare il futuro. – commenta Marco Paolini – Sarà perché le leggi dell’economia non sono leggi matematiche e contengono una componente di caso molto rilevante, sta di fatto che il nostro mondo cerca consolazione negli astri. E mi stupisce che, 400 anni dopo la consacrazione dell’universo post rivoluzione copernicana, tutti i giorni molti tra noi consultino le previsioni dell’oroscopo che utilizzano le stelle fisse di Tolomeo. Alla fine non importa se il cielo non è così, perché quello che conta è che ci piace.

Galileo – conclude Paolini – è usato spesso come simbolo della scienza libera contro la fede integralista, ma in realtà è uno che per campare fa anche oroscopi. Eppure ha la forza di guardare oltre. Per noi è facile irridere le teorie del passato, quando finiscono le teorie fanno sempre ridere. Il problema è che mentre ci sei dentro continui a pensare che non sia teoria, ma spiegazione della realtà”.

Ecco allora gli interrogativi che sorgono nel chiamare in causa Galileo.

Forse la ragione ha perso appeal? La scienza ha deluso? Una morale laica non esiste?

Questo spettacolo non approfondisce la tradizionale dialettica fede-ragione, che ha segnato la  storia dello scienziato e del Seicento, ma piuttosto indaga sulla discussione a tre fra fede, ragione e superstizione.

In fin dei conti, giocare al lotto è più facile che pensare o guadagnarsi il paradiso onestamente, anche se il calcolo delle probabilità non dovrebbe indurre nessuno a giocarci.

L’obbiettivo di Marco Paolini con questo spettacolo teatrale è quello di coinvolgere nel ragionare, non solo nel raccontare, arrivare a una situazione in cui il pubblico non sia seduto tranquillo, sapendo di dover fare lo spettatore e basta. Va in scena a teatro un dialogo, anche se non proprio sopra i massimi sistemi, ma almeno su di un “minimo comune e multiplo”.

Giunto ormai alla sua terza stagione teatrale, lo spettacolo conta oltre 220 repliche e una straordinaria diretta televisiva trasmessa da La7 e realizzata dai Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare il 25 ottobre 2012.

Inoltre venerdì 14 febbraio alle ore 18.30 nell’ambito degli incontri di “GIU’ LA MASCHERA!” tra i protagonisti ed il pubblico condotti da Peppe Iannicelli, l’artista Marco Paolini risponderà alle curiosità degli intervenuti.

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