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Ricovero per gli anziani e i malati di Alzheimer: Confconsumatori fa chiarezza sugli obblighi di pagamento

Scritto da Redazione il 11 febbraio 2014 in Consumatori. Stampa articolo

anziano-non-autosufficiente-280x230L’assistenza ai malati di Alzheimer e agli anziani è diventata una questione molto rilevante.  Confconsumatori fa luce sul tema ricovero nelle Residenze Sanitarie Assistenziali e nelle case di cura convenzionate, dopo le numerose richieste pervenute a tutte le sedi.

L’associazione si occupa da anni sia della legittimità del pagamento della retta del ricovero sia delle politiche socio- assistenziali per gli anziani, oggi del tutto insufficienti. A questo proposito, infatti, Confconsumatori aveva realizzato un convegno a Milano nel quale aveva messo in luce come oggi la fine dell’attività lavorativa coincida quasi sempre con l’emarginazione della persona, dimenticando che l’anziano in buona salute è una risorsa per la comunità.

Tra i tanti casi che si sono rivolti agli sportelli dell’associazione, occorre fare una differenza tra i malati di Alzheimer e gli anziani ultra 65enni non autosufficienti o con handicap gravi.

Nel caso di anziani ultra 65enni o con handicap gravi, numerose pronunce confermano che, qualora la persona ricoverata non sia più in grado di provvedere al pagamento della retta con mezzi propri, il Comune e la RSA non possono, come invece spesso avviene, obbligare i parenti  a garantire la copertura della retta, imponendo la sottoscrizione di un documento, quasi sempre presentato come condizione indispensabile al ricovero. L’avvocato  di Confconsumatori, Giovanni Franchi, ha dichiarato: “Su tale documento  si è espressa la Cassazione per la quale i parenti, ai quali sia stata imposta la sottoscrizione di un impegno di pagamento, possono e devono recedere, inviando una formale disdetta e smettendo di pagare la retta, anche se il parente è ricoverato da tempo. Non possono essere chieste le somme versate prima del recesso e, va ricordato, se l’anziano ha mezzi propri deve provvedere al pagamento della retta”.

Nei pazienti affetti da Alzheimer la Cassazione ha stabilito che la retta deve essere a carico del Servizio Sanitario Nazionale, anche perché non è possibile, in questi casi, distinguere tra spese mediche e quella di degenza.

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