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Salerno. Farmacie senza medicinali salvavita, Federfarma: “E’ un problema nazionale”

Scritto da Redazione il 14 febbraio 2014 in Evidenza,Salerno. Stampa articolo

medicine-(1)Salerno. Insulina, medicinali antitumorali, eparine, broncodilatatori, antipsicotici: questi i medicinali salvavita diventati ormai introvabili nelle farmacie del salernitano.

L’ultima segnalazione parte dall’ associazione diabetici di Nocera Inferiore e arriva fino al ministro della salute Beatrice Lorenzin, passando per Federfarma Salerno la quale annuncia provvedimenti a livello nazionale.

Per capirci qualcosa in più, il Corriere di Salerno ha raggiunto al telefono diverse farmacie site in zone centrali della città

“Siamo in una situazione di emergenza – spiega il dottor Pasquale Fiore, responsabile dell’ omonima farmacia in zona Carmine – e per farvi fronte interpelliamo i nostri cinque depositi, sparsi sul territorio campano, che di solito ci riforniscono in un giorno e mezzo massimo”.

Il problema tuttavia è sentito in maniera differente a seconda delle zone, come spiega il responsabile di una farmacia sita in via Irno che ha preferito mantenere l’anonimato: “Molti farmacisti farebbero meglio a contattare i numeri verdi messi a disposizione dalle case farmaceutiche invece di creare polveroni. L’unica vera emergenza è quella dell’ insulina Lantus – sottolinea- Il mio consiglio agli utenti è di non sovraffollare le farmacie del centro cittadino, molte volte sono più fornite quelle in periferia”.

I farmacisti hanno dei canali preferenziali per poter far fronte a questa situazione, ma non tutte le case farmaceutiche sembrano disposte ad aprirli

“Le dico che la Sanofi Aventis è la più ostica da raggiungere – spiega, il presidente provinciale di Federfarma Salerno, Marcello Conte – Per contro, Glaxo SmithKline è la più disponibile. Ovviamente noi faremo sentire la nostra voce; il problema non è solo provinciale o regionale, è nazionale. Se non proprio europeo. Esiste – argomenta il presidente –  un mercato parallelo secondo il quale si compra in Italia a prezzi relativamente bassi e si rivende allestero con profitti decisamente più elevati. Non è etico da un punto di vista professionale ma è legale”.

Arianna Grilli

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