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Eboli. L’Accademia dei Mestieri presenta ‘Professione Casaro’: un’opportunità per rilanciare l’economia

Scritto da Redazione il 21 febbraio 2014 in Evidenza,Piana del Sele. Stampa articolo

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Chi crede che i giovani non hanno futuro in Italia non conosce l’Accademia dei Mestieri. Nata a Battipaglia per mano della società cooperativa Formamentis, una realtà giovane e dinamica, oggi si pone una sfida tanto ambiziosa, per l’attualità di crisi, quanto primaria per i giovani: dare loro un’opportunità di lavoro.E lo fa organizzando il corso ‘Professione Casaro’ per rilanciare a livello non solo nazionale ma anche globale la primogenitura di un prodotto locale, la mozzarella di bufala campana.

Il percorso formativo è stato presentato, questa mattina, nella sede di Improsta, azienda agricola sperimentale regionale, di Santa Cecilia di Eboli, ospitante le 400 ore di lezione. Le restanti 600 vedranno i partecipanti svolgere uno stage in un caseificio. A moderare ed aprire il workshop esplicativo del corso Carmine Fago Mastrangelo. “Il mestiere del casaro concepito dall’Accademia – ha spiegato – combina arte e tradizione, e risponde ad una specifica richiesta aziendale: avere ‘artigiani’ professionali e competenti. E’ necessario conoscere la professione ed essere capaci di metterla in pratica”.

Professione Casaro risponde ad una vocazione territoriale per la centralità della mozzarella di bufala campana Dop. Una predisposizione che è primaria nel lavoro dell’azienda Improsta, scelta perché tra le eccellenze imprenditoriali locali e regionali. È quanto affermato, durante la presentazione di stamane, dal consulente amministrativo Pasquale Silenzio. “E’ una realtà pratica, strumentale – ha ribadito – dove conta il saper fare e la formazione dei giovani perché affrontino il mondo del lavoro”.

Un focus su quanto conti territorialmente la produzione è stato fatto da Antonio Lucisano, il direttore del Consorzio di Tutela Mozzarella di Bufala Campana DOP, tra i partner del corso formativo. “15 mila posti di lavoro nel Meridione, il 25% della produzione regionale, 330 milioni ricavati dalla nostra filiera – ha detto Lucisano – Il Consorzio è un organismo trasversale, non di parte, che s’impegna nel sociale, dunque per trasmettere la cultura di una professione tipica della nostra zona. Il casaro ha un ruolo centrale per l’economia: per renderla competitiva, deve saper fare attività di marketing anche all’esterno, vale a dire nei mercati internazionali”.

In sala presenti anche alcuni ragazzi che si sono iscritti al corso.

Chiara Amato

 

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