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Angri. Intitolata una strada al generale Giglio, il figlio Rhémy: “Mi ha insegnato il valore della legalità”

Scritto da Redazione il 22 febbraio 2014 in Agro Nocerino. Stampa articolo

cerimonia_niglioAngri. Si è tenuta questa mattina, nell’aula magna del Liceo Classico Scientifico ‘Don Carlo La Mura’, la cerimonia di intitolazione di una strada di Angri al generale Gennaro Niglio.

In un clima di solennità e commozione il sindaco di Angri Pasquale Mauri, il vicesindaco Gianfranco D’Antonio e il preside del liceo Filippo Toriello hanno accolto i numerosi ospiti presenti in sala, tra cui la moglie del generale Niglio, Assunta, il figlio, ten. Rhémy Niglio,  personalità politiche, forze dell’ordine, e massime autorità dell’Arma dei Carabinieri.

“Il liceo Don Carlo La Mura è onorato di aver ospitato questa manifestazione di così ampia rilevanza storica e culturale – ha dichiarato il preside Toriello – Ringrazio l’amministrazione comunale che ci ha coinvolti in questo evento che offre lo spunto per riflettere sulla possibilità concreta di riuscire ad essere uomini migliori seguendo l’esempio del Generale Niglio. La libertà, la legalità e la democrazia, per cui il Generale ha combattuto nel corso di tutta la sua vita, sono gli elementi essenziali del vivere civile. Oggi, purtroppo, la nostra società vive una condizione di deficit di democrazia. Ma, sull’esempio di Niglio, maestro di cittadinanza e di rispetto delle regole, vogliamo sperare che il cambiamento sia possibile. Non a caso il nostro liceo sta tentando di avvicinare i giovani all’Arma, perché siamo convinti che la parola ‘autorità’ non significhi coercizione, ma rispetto delle regole per scelta e non per imposizione”.

La nostra amministrazione ha fortemente voluto l’intitolazione di una strada di Angri alla memoria del generale Niglio – ha dichiarato il sindaco di Angri Pasquale Mauri – Ho avuto la fortuna di incontrare di persona questo eroe negli anni ’80 quando, affrontando con determinazione un boss della camorra che stava monopolizzando il controllo degli aiuti alimentari, ripristinò la legalità e il potere dello Stato. A dispetto della sua statura, esile e minuta, è stato un uomo grande e valoroso, che ha rischiato la vita per difendere le istituzioni. La scelta di intitolargli una strada in questa nuova zona di Angri non è casuale. Questo quartiere rappresenta per la nostra città la rinascita e il futuro. Vogliamo che queste strade siano vivibili e sicure e giammai vie di periferia, lasciate all’incuria e all’abbandono. Il ricordo di Niglio, pietra miliare di democrazia e legalità, è indelebile per la città di Angri. Ringrazio tutte le autorità presenti in sala, tutti gli ospiti che hanno gentilmente accolto il nostro invito e la famiglia del Generale Niglio a cui indirizziamo tutto il nostro rispetto e affetto”.

“Sin da piccolo ricordo il coraggio, la passione, lo spirito di abnegazione e la determinazione con cui mio padre svolgeva il suo lavoro – ha dichiarato Rhémy Niglio, figlio del Generale Niglio, visibilmente emozionato – La sua figura piccola ma autorevole è indelebile nella mia mente. Gli aneddoti legati alla sua carriera mi hanno fatto capire, oggi, ciò che è stato mio padre: un uomo votato quotidianamente alla lotta alla criminalità. Lo rivedo spesso nei racconti dei colleghi che hanno lavorato con lui. Nel tempo, ho capito che mio padre ha lasciato un segno profondo nei cuori dei suoi collaboratori e della gente che lo ha incontrato. Papà mi ha insegnato che la legalità non è un concetto astratto, ma parte da ciascuno di noi. La mia famiglia è grata al Comune di Angri per la scelta di intitolare una strada cittadina alla sua persona. Spero che ciò possa essere di aiuto soprattutto alle future generazioni perché la legalità possa prendere piede sul territorio in cui crescono e si formano, e che la criminalità purtroppo non manca di macchiare”.

cerimonia_niglio-(2)Al termine della cerimonia celebrativa avvenuta nell’aula magna, la platea si è diretta verso la strada intitolata al generale dei carabinieri. Alle ore 12:10, a seguito del discorso del sindaco di Angri Pasquale Mauri e del dott. Bartolo D’Antonio, sindaco di Angri negli anni ’80, e con l’accompagnamento della Fanfara dei Carabinieri, è iniziata la cerimonia di scoprimento della targa. La manifestazione si è chiusa con la benedizione della targa da parte del parroco Don Luigi La Mura.

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