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Mercato San Severino. Sì al registro del testamento biologico, Romano: “Un diritto per i cittadini”

Scritto da Redazione il 22 febbraio 2014 in Valle Irno. Stampa articolo

Romano GiovanniMercato San Severino. Il comune di Mercato San Severino ha adottato il regolamento per la tenuta del Registro del testamento biologico per garantire il diritto dei cittadini residenti a manifestare preventivamente la propria volontà sull’accettazione o il rifiuto di alcuni trattamenti sanitari o terapie. A comunicare l’importante risultato è il sindaco Giovanni Romano. 

“La Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea – ha spiegato il primo cittadino – considera il consenso libero e informato del paziente all’atto medico, un diritto fondamentale, perché neanche la legge può violare i limiti del rispetto della persona umana. Pertanto, al testamento biologico viene affidata la manifestazione di volontà di una persona capace di intendere e di volere che indica in anticipo i trattamenti medici ai quali essere non essere sottoposta nel caso in cui si trovasse in condizioni di incapacità a decidere”.

“In questo testamento – ha proseguito il sindaco – la persona può annotare le sue volontà anche per quanto riguarda il fine vita e, quindi, la donazione degli organi, la donazione del proprio corpo alla scienza, il rito funerario e le funzioni religiose, la cremazione e l’eventuale dispersione delle ceneri o la tumulazione”.

Romano spiega l’iter per stilare il testamento biologico.

“Il testamento biologico – ha concluso – andrà consegnato all’ufficio comunale competente in busta sigillata nella quale verrà indicato anche il nome del fiduciario, ossia della persona che può conoscerne il contenuto e che avrà il compito di dare fedele esecuzione alla volontà del dichiarante per tutto ciò che concerne le decisioni circa i trattamenti medici e di informare i medici curanti dell’interessato dell’esistenza del testamento. Il dichiarante può modificare il proprio testamento biologico ritirando la busta sigillata, consegnata al Comune, e rimpiazzandola con un’altra busta. La nostra iniziativa intende affermare che il principio di autodeterminazione della persona è intangibile e non può essere compresso, ma nello stesso tempo va esercitato con il limite invalicabile dell’eutanasia attiva che non può e non deve essere consentita. Siamo consapevoli che il tema è uno di quelli “eticamente sensibili” e la nostra vuole essere anche una utile provocazione per segnalare al Parlamento la necessità di una legge che regoli l’esercizio del principio di autodeterminazione, normando le fasi del suo esercizio e dando certezza giuridica alle forme e ai modi della sua espressione. In questo senso, la nostra Nazione è in rilevante ritardo perché, dopo aver firmato la Convenzione di Oviedo nel 1997 sui diritti umani e la biomedicina, non l’ha ancora ratificata per la mancanza della legge nazionale che la deve attuare. Tutto ciò nonostante la legge 145 del 2001 abbia autorizzato il Presidente della Repubblica a procedere in tal senso”.

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