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La ‘factory’ Happy M.I.L.F. ‘Music I’d Like to Feel’: “Misceliamo l’hip hop con le sonorità classiche e latine”

Scritto da Redazione il 27 febbraio 2014 in Evidenza,Musica. Stampa articolo

Happy MILF cdRaramente si parla di rap in Campania. Non siamo mica il nord, dove si formano le crew, ci si incontra nel club per fare freestyle, i ragazzi trasformano il proprio malessere in arte sui vagoni della metropolitana. Eppure è da un po’ che si sente parlare di scena rap anche qui; nel napoletano con Clementino e nel salernitano col vincitore della sezione Nuove Proposte al 64° Festival di Sanremo, Rocco Hunt.

 Il rap di cui parliamo non ha nulla in comune col 19 enne salernitano. Anzi. Non è neanche lontanamente classificabile in un genere distinto. Ci riferiamo al ‘collettivo musicale’ Happy M.I.L.F.  Music I’d Like to Feel, progetto che nasce tre anni fa a Scafati dall’unione di amici con diversi background musicali di riferimento. Loro lo definiscono un ‘viaggio nella musica a ritroso nel tempo’.

Per noi sentire generi come swing, jazz, be bop, rithm and blues fondersi perfettamente, trascinati da testi rappati rigorosamente in dialetto è una piacevole scoperta. L’anima del sound è senza dubbio l’hip hop: il progetto Happy M.I.L.F. nasce dalla volontà di due rapper di produrre un disco con altri amici musicisti esterni alla scena hip hop.

Il disco arriverà dopo un anno, ma intanto gli Happy M.I.L.F. si esibiscono in diversi contest per band emergenti e la vittoria li porta al centro sociale di Pagani come opening act di Giorgio Canali e i Rossofuoco: “Non avevamo ancora un nome – dicono – ma quel calore e l’apprezzamento ricevuto ci hanno dato una motivazione per diventare un gruppo unito, o un collettivo, come ci piace essere definiti”.

Sette ragazzi, Ferdinando Avagnale, Mario Desiderio, Dario Patti, Marco Mansi, Gianmarco Santarpino, Carmen Saponaro e Giuseppe Prisco che si definiscono una ‘babele musicale’

“Il progetto prende le mosse dalle radici hip hop e di quello c’è lo stile, il background di ascolto dei grandi classici del genere – dicono – mal a nostra ricerca parte dalla base della musica moderna, niente esisterebbe senza il jazz, swing, rithm and blues, mondo con il quale giochiamo anche nelle scenografie e nell’abbigliamento. Si può dire che l’intento è la fusione delle esperienze musicali di ognuno, miscelare il suono ruvido di protesta dell’ hip hop con le sonorità classiche e latine”.

happy milf 5Un viaggio alla ricerca del suono, un disco all’ attivo ‘E’ l’ultimo dei problemi’  la cui produzione è stata, come per tutti gli indipendenti, una “faticaccia che non ci ha mai tolto il sorriso”, due singoli estratti e tante collaborazioni con artisti scafatesi come Luca Fucksia Marino per la produzione dei video musicali, gli Happy M.I.L.F. non amano le limitazioni perchè ‘i confini stringono’, dicono. E allora, quando gli si chiede cosa pensano della scena indipendente salernitana: “In Campania la qualità non manca, è la rete che non esiste – rispondono – Culturalmente, se hai voglia di girare puoi scoprire un mondo infinito di perle, in tutti i generi, dall’hip hop, all’elettronica, passando per il rock. Ma si vive una costante sensazione di provincialismo. Qui nessuno è interessato finchè non esce un gruppo che per giri strani ha svoltato e solo quello emerge. Il punto è che non si investe: non esistono le strutture, nessuno ha il coraggio di ascoltare senza pregiudizi”. E anche lì la cultura è in declino a livello nazionale, l’ottimismo e la grinta di questo collettivo viene fuori con le parole “speriamo che la scena locale avrà un sussulto d’orgoglio”.

Investire nel futuro della scena indipendente campana è anche continuare a suonare la propria musica in giro e continuare a produrre dischi e gli Happy M.I.L.F hanno già le idee chiare a riguardo

“Nei progetti futuri ci mettiamo un ep free download dal titolo “Happy Ep” – dicono – che avrà le sonorità che ci contraddistinguono”.

Arianna Grilli

Foto di Dario Moscato e Giulia Pagano

 

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