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Un outsider folk dei tempi moderni: lui è Antunzmask

Scritto da Redazione il 6 marzo 2014 in Musica. Stampa articolo

Al MostroAntunzmask, pseudonimo di Antonio Russo,  viene da Santa Maria di Castellabate. Da sempre appassionato di musica, ama definirsi ‘un cantautore quasi contemporaneo’.

Un folk man da cantina o da periferia dei tempi moderni.

Nella sua musica troviamo immagini naturali o industriali, personaggi strani, storie che sembrano sogni di capodanno e stanze che sembrano labirinti. Alterna canzoni tristi a ballate allegre, canta la Tragedia con l’aria della Commedia e viceversa. Come altri ha scelto la via dell’autoproduzione, parla di cose naturali evidenziando spesso il suo disagio interiore.

La sua musica è pervasa da una costante atmosfera di calda e avvolgente tristezza che resta quell’unico sentimento che fa compagnia dopo la disillusione, quando dei bei momenti resta solo un ricordo.  Si confronta con un folk ben ricostruito in cui spicca costante una sonorità che riecheggia molto un  sound anni ’70. Le radici della musica di Antunzmask risalgono ai suoni psichedelici dei primi Pink Floyd, quando Syd Barret dominava le scene, ma c’è anche una componente più moderna che spazia dai Marlene Kunt al folk-punk degli Zen Circus  che amalgama le composizioni e che testimonia anche la dimestichezza del giovane a destreggiarsi tra un genere e l’altro.

Non si può non ascoltare pezzi come “un Brindisi”, “Quarto”, “ Danubio blue”, o “Housepainter” e non rimanerne colpiti, motivetti che si insidiano nella mente  quasi a penetrare di nascosto fino a non uscirne più.

Antunzmask-1Nel 2012 pubblica il suo primo album  ufficiale, “Zero Programmi In Questione”, nello stesso anno partecipa al contest Premio Buscaglione a Torino, esibendosi dal vivo. Nella primavera del 2013 pubblica il suo secondo album ‘Al Mostro’ dando inizio al suo tour, per metà diviso con Healthy God e ancora in corso, tra la Puglia, la Liguria, in Emilia Romagna, Marche, oltre che nelle varie città della provincia di Salerno.

Abbiamo rivolto ad Antunzmask alcune domande per capirne di più su di lui e sulla sua musica.


Partiamo dal suo nome d’arte, Antunzmask, un nome alquanto singolare, perché la scelta di questo nome?

“È uno storpiamento volutissimo del nome Antonio che mi inventai a una gita di terza media, nulla di tanto misterioso o subliminale”.

 

Quando nasce la sua passione per la musica?

 

“In piena infanzia. Avendo tutti fratelli maggiori mi hanno fatto una buona scuola facendomi ascoltare gruppi come  Nirvana, Litfiba, nel pieno della loro epoca d’oro (l’inizio degli anni 90), dopo i 10 anni ho continuato su questa via iniziando a suonare la chitarra e di volta in volta anche altri strumenti”

 

Parliamo del tuo secondo lavoro discografico, “Al Mostro”, uscito la scorsa primavera, come nascono i suoi testi?

 

“Come sempre da un desiderio di evasione in qualsiasi punto dalla realtà, evasione dal presente che ti tortura, dal passato che ti mantiene lontanissimo dal futuro. Un paio di testi come “Quarto”, “the housepainter” e “danubio blue” sono stati scritti molti anni fa e recuperati quasi apposta”

 

Nei suoi testi si parla di vita quotidiana, come in “le strade buie di Pastena” o “Un brindisi”, a cosa si ispirano questi due brani?

Antonio Russo - Giovanni Carbone“In ‘le strade buie di Pastena’ parlo del mio primo anno vissuto fuori casa, a Salerno, ed un po’ per le tematiche un po’ per il periodo che vivevo, due anni dopo quest’esperienza, mi sono ispirato a “The Dark Streets Of London” dei Pogues, un gruppo folk anglo-irlandese.Un Brindisi è un brano nichilista, scritto di getto la stessa sera dalla bomba scoppiata nella scuola a Brindisi (ecco perché si chiama così), influenzato soprattutto dal folk-punk degli Zen Circus, e parla dell’incomunicabilità che incombe giorno dopo giorno in tutte le nostre ambizioni nel sopravvivere all’alba del 2012. Di quanto tutti quanti noi siamo nelle pedine nelle mani dello Stato, del governo, della religione, dal “mostro” al quale non possiamo fare a meno di brindare insieme a lui, anche se ci fa male, ci uccide, ci opprime, ci tassa. La parabola della crisi che ci sta “ma dai monti dicono che è tutto apposto” e noi continuiamo a vivere tranquillamente le nostre vite, spendendo i nostri soldi, continuando a divertirci e facendo finta che è tutto apposto.”

 

In un brindisi canta: “Un brindisi doppio /ai giorni sprecati/ a tutti i soldi sprecati/ ed io faccio finta che è tutto apposto /un brindisi al mostro”, il mostro di cui parli cos’ è?

 

“Il mostro è quell’entità negativa che è sempre in mezzo a noi, ci mangia mentre continuiamo a vivere, è nelle strade, nella droga, nella corruzione, nel gioco, nel rischio. Ci fa sentire al sicuro nella sua protezione ma in realtà non lo siamo. Il mostro è la politica che ti inganna, la religione che ti illude, e possiamo essere anche noi stessi quando ci auto lesioniamo per questioni futili. Il mostro è la malinconia, la felicità di essere tristi. E noi alimentiamo la sua fame assassina omicida insaziabile”.

 

La tua musica si muove tra ritmi blues a suon di banjo, chitarre a 12 corde e riff psichedelici, ma anche un certo cantautorato italiano, quali sono i tuoi idoli?

 

“Nirvana e Pink Floyd in cima alla piramide, poi ci sono quei dischi che ti cambiano la vita e ce ne stanno tanti, dal rock al folk, alla psichedelìa più estrema appunto. Ma diciamo che le influenze più grandi sono state quella di Syd Barrett e quella di Bugo”.

 

In ‘House painter” , sbaglio o risuona anche una certa influenza per la musica celtica?

 

“È decisamente irish folk, un tributo ai The Pogues ancora una volta, dato che durante le registrazioni e la composizione dei testi (gennaio/settembre 2012) ascoltavo quasi sempre solo quel gruppo”.

 

Ha scelto la strada dell’autoproduzione e il tuo album si può interamente scaricare gratis, come mai questa scelta?

 

“Perché siamo nel futuro e la musica deve essere libera e di tutti. E non deve avere un prezzo. Dev’essere un elemento come l’aria, l’acqua. Certo, dietro il disco ci sta moltissimo lavoro, e anche  dietro i concerti ed il tour si getta tantissimo sudore. Ma il guadagno è l’ultima cosa che mi riguarda, sono contento così. Anche i formati fisici del disco lo stampo, masterizzo e incollo, posso perderci una giornata, ma è una giornata guadagnata, lo faccio per chi lo vuole”.

 

Ha vinto le selezioni online del Premio Buscaglione arrivando a suonare alle semifinali della manifestazione, cosa ricordi di questa esperienza?

“Negativa dal punto di vista politico, ero l’unico ‘anonimo’ del settore, senza un’etichetta a supportarmi, senza un produttore o una produzione, da solo, insieme a mio cugino Gianmarco, e sono stato eliminato senza aver sentito un parere della giuria, semplicemente  nominato a voce mentre ero nel backstage del teatro con gli altri. ‘Ah tu non sei passato’ disse la presentatrice, solo quello. Positiva per quanto riguarda l’ambiente in cui mi sono ritrovato, la prima trasferta fuori dalla regione (era febbraio 2012), e lì ho stretto amicizia con il cantautore Enriico Farnedi (anche lui eliminato, insieme a me, e che io consideravo il migliore lì in mezzo), ed il gruppo appena emerso Lo Stato Sociale (che hanno anche vinto il premio)”

Antunzmask-2Nel corso di tutti questi anni lei ha aperto concerti per Afterhours, …A Toys Orchestra, Rocco Papaleo, Yes Daddy Yes, Maybe I’m, U’ Papun, Cristiano Godano dei Marlene Kuntz, qual è il ricordo più bello che conserva?

“Le suonate prima dei concerti degli ..a Toys sono sempre un piacere, più che altro è un occasione per sentirli dal vivo “in casa”, il concerto al Giovivendo Festival ad Abatemarco pure è stato un terremoto, per non parlare del PRESERPIO, la festa natalizia al Kasataiè Studio di Daniele Amoresano a Montecorice, insieme ai Maybe I’m e Kyla’s Tales, e potrei parlare di tutte le date del tour, conservo bei momenti sempre, anche nei brutti, perché suonare dal vivo è sempre bello”

Ora quali sono i suoi progetti per il futuro?

“Sto per laurearmi (aaaa incrociamo le dita) –  sorride! – , iniziare a registrare il nuovo album, e il tour primaverile in continuo aggiornamento:

20/03 SMAV, S.Maria a Vico (CE)

22/03 VicoSound, Vallo Della Lucania

28/03 Beatscape, Mediateca, Cava de Tirreni

16/04 Giornata Dell’Arte, Sapri

Ed altre date da confermare!

 

Alessandra Agrello

Foto scattate da Giovanni Carbone, e concesse da Antonio Russo

 

 

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