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Baronissi ospita la mostra ‘Respiro silente’ dell’artista Caterina Arcuri

Scritto da Redazione il 10 marzo 2014 in Mostre. Stampa articolo

caterina_arcuriBaronissi. Sabato 15 marzo alle ore 18,30, curata da Massimo Bignardi, sarà inaugurata la mostra personale “Respiro silente”,  dell’artista Caterina Arcuri, promossa in collaborazione con la cattedra di Storia e fenomenologia dell’arte contemporanea della Scuola di Specializzazione in Beni Storico Artistici dell’Università di Siena.

Il Museo-Frac con questo nuovo appuntamento riapre il dibattito su esperienze attuali e lo fa   «con un’artista della grande area mediterranea, una terra magica che respira l’anima profonda della sua storia – sottolineano Giovanni Moscatiello sindaco di Baronissi e Maria Pia Marotta assessore alla cultura. Caterina Arcuri, con le sue capacità di intervenire negli spazi, negli ambienti espositivi, si fa interprete di una nuova riflessione sulle domande  che la donna oggi pone e si pone rispetto alla realtà».

La mostra si articola in tre “spazi” della galleria dei Frati, nei quali l’artista struttura un dialogo tra installazione e video: Fonti, 2013, un’installazione ambientale composta da sei elementi posizionati a pavimento, di recente presentata nella personale allestita alla galleria TRAleVOLTE, di Roma; nel corpo longitudinale sono collocati tre schermi con la proiezione dei video Nella luce (2014, 5′), Genesi (2011, 4′), Oltre il confine (2008, 4′). Infine nella sala laterale lavori sull’elemento acqua, terra, fuoco, di cui due a parete, Mater, Origine, e due sculture, Natura, opere del 2012-2013. L’allestimento, afferma l’artista vuol essere “una costruzione di elementi fisici, psichici, geometrici, in un viaggio di ascesi per raccordarsi al divino…”.

“In fondo – osserva Massimo Bignardi – i corpi plastici che l’Arcuri propone in questa antologia di lavori recenti che appartengono agli ultimi cinque anni, dichiarano una libertà che ha ormai lasciato alle spalle l’amarezza della solitudine, il diario intimo della memoria, fil rouge di Genesi un video del 2011. Sono opere con le quali si è infatti spinta al di là di quella soglia che solo apparentemente aveva varcato quando, negli ultimi secondi di Oltre il confine (video del 2008), si era lasciata inghiottire dalla luce”.

In Fonti, rileva Paolo Aita “il corpo diventa spazio. Come prima c’è stata la presentazione tramite elementi simbolici e corporali della femminilità, oggi c’è una sensibilizzazione dello spazio che, invece di essere rappresentato come una mappa, viene trattato alla stregua di un archivio di segni obliati di una condizione dolorosa, per fortuna ormai superata. Dietro ognuna di queste opere/sovrapposizioni occorre leggere il tentativo di conquistare una verticalità, una tettonica, del tutto estranea alla corporeità femminile, e che questa addomestica con i suoi sistemi. Infatti lo specchio ci ricorda continuamente chi siamo e da dove veniamo, con una considerazione auto-analitica estremamente realistica della propria condizione, contro l’aggressività maschile che tenta continuamente una annessione cieca dell’esterno”.

In occasione della mostra è stato pubblicato, dalle edizioni del Museo-Frac il catalogo monografico Caterina Arcuri. Respiro silente, con testi di Paolo Aita e Massimo Bignardi, con apparati biografici e bibliografici ed un corredo illustrativo a colori e in bianco e nero.

Caterina Arcuri è nata a Catanzaro, dove vive e opera. Ha compiuto studi artistici e musicali (Accademia di Belle Arti e Conservatorio di musica). È professore ordinario di Pittura all’Accademia di Belle Arti di Catanzaro.

Opera nel campo della ricerca e della sperimentazione visiva utilizzando linguaggi diversi, dalla fotografia alla videoinstallazione, dalla pittura alle opere plastiche, alla performance.

La sua ricerca ha una forza costruttiva che si identifica con il medium plastico.

La sua identità generativa si connota nella sovrapposizione e interazione dialogica di semplici e minimali elementi in acciaio, terracotta e legno che si purificano in un progressivo itinerario di ascesi e di sublimazione in cui il simbolo definisce un tracciato essenziale tra dimensione mistica e arte relazionale.

Sue opere sono presenti in Musei, collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero.

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