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Abusi su minori. A Baronissi report finale del progetto ‘Mai Più’, Moscatiello: “E’ un dovere morale”

Scritto da Redazione il 14 marzo 2014 in Valle Irno. Stampa articolo

Abusi-bambini-italiaBaronissi. Trentuno casi di abusi esaminati, il 65% dei quali riguardano bambine e ragazze. Le mura di casa sono il luogo dove si sono registrati i maltrattamenti e, nel 42% dei casi sono stati gli assistenti sociali a segnalarli alle autorità. Il 70% delle vittime vive tra i sei Comuni della Valle dell’Irno, il restante nella provincia di Salerno.

Sono solo alcuni dei dati del report finale emersi dal progetto “Mai Più”, finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri (Dipartimento Pari Opportunità) coordinato dal Comune ed incentrato sul trattamento dei minori vittime di abusi sessuali e sfruttamento.

Il programma, finanziato per 100mila euro dal Dipartimento Pari Opportunità e da 30mila dal Piano di Zona S2, è articolato in cinque fasi: indagine sociale finalizzata a raccogliere le informazioni sul contesto ambientale in cui vive la vittima e sulla presenza di elementi a rischio a livello familiare; presa in carico della vittima per una valutazione clinica e di trattamento; presa in carico dei genitori attraverso la gestione di incontri protetti e la realizzazione di un percorso valutativo e terapeutico di recupero; assistenza giuridica del minore; accompagnamento del minore per un progetto connesso ad un rientro all’interno del nucleo familiare o legato all’affido familiare.

“È stata una grande sfida per la nostra Amministrazione –sottolinea il sindaco Giovanni Moscatiello – una responsabilità che gli enti locali dovrebbero assumere per creare una vera rete socio-sanitaria orizzontale in grado di definire reali percorsi di recupero e reinserimento dei minori. Abbiamo un dovere morale da adempiere per tutelare e proteggere tanti minori vittime di violenze sessuali, ed oggi con questo progetto innovativo la leva che abbiamo è quella di prendere per mano le vittime in un percorso di recupero e reinserimento: solo così possiamo restituire loro una vita normale”.

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