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Premio Li Curti. In scena la solitudine del travestito Jennifer, De Rosa: “Amo i testi di Ruccello”

Scritto da Redazione il 18 marzo 2014 in Evidenza,Teatro. Stampa articolo

1948027_610003722415134_572174599_nCava de’ Tirreni. Tacchi mozzafiato, vestaglia di raso, grandi occhi puntati nel vuoto, una pelle chiara e candida, una stanza piena di solitudine. Lei è Jennifer, una persona che attende l’uomo della sua vita, colui che in una serata in discoteca ha rubato il cuore di un un altro uomo. Sono i momenti di un travestito, interpretato da Antonello De Rosa  in scena con “Jennifer”, sul palco del Premio Li Curti presso il Social Tennis Club di Cava de’ Tirreni per la quindicesima tappa della rassegna.

Il regista De Rosa vive la figura di Jennifer nell’attesa di Franco, il suo amore, il suo uomo. Alla ricerca di sé, della sua sessualità, dalla sua natura da uomo e dal suo essere donna, il personaggio viaggia sulla linea sottile della solitudine. Cerca continuamente distrazioni, ma quando meno se lo aspetta, accendendo una candela o semplicemente poggiando la schiuma da barba sul proprio viso, pensa a quanta solitudine può portare l’amore. Una figura che vive tra sogno e realtà, nell’autoconvinzione che fondotinta e rossetto e vestitini intimi possano farle dimenticare la triste vita di omosessuale in cerca della sua verità interiore nei borghi più sporchi di una Napoli abbandonata al degrado.

La versione originale di Annibale Ruccello, prevedeva sulla scena due travestiti. Ma il regista dell’era contemporanea, ha preferito far incontrare la convinzione femminile dell’uomo con una donna: due solitudini a confronto.

10003478_610003735748466_929868077_nAbbiamo visto in scena il regista De Rosa già con un pezzo del drammaturgo napoletano, “Traccia di mamma”, ed è interessante notare come si approccia sempre ad esso.

“Metterei in scena tutte le opere di Ruccello – afferma il regista – Si può dire che è il mio autore preferito. Ho scelto Jennifer, perché è un personaggio molto complicato. Difficile. Jennifer è un personaggio che racchiude tutto; ironia, follia, illusione, delusione, debolezza e tanto altro. Ecco uno dei motivi che mi ha fatto scegliere questo testo. Altro motivo: e’ stato il primo testo che ho letto di Ruccello. Amore a prima vista.”

Jennifer non è un personaggio semplice, forse uno dei più difficili di cui Ruccello abbia mai scritto.

“E’ difficilissimo entrare in tutti i personaggi, ma in Jennifer un pochino in più – commenta De Rosa – Recitare un personaggio femminile per un uomo è molto pericoloso, perché è facilissimo ridicolizzare la donna. Ma Jennifer è qualcosa di più di un semplice scimmiottamento. Jennifer e’ complicato per la sua sensibilità, per la sua profonda solitudine. Questo è uno dei motivi della sua difficoltà.”

Antonello De Rosa e Jennifer, due personalità a confronto, simili ma al tempo stesso diverse tra di loro.

“Jennifer sono “IO” sul palco e fuori dal palco – conclude l’artista – Quando ho letto la prima volta il testo mi sono riconosciuto completamente. Attorialmente sarebbe sbagliato, ma quando capita questo connubio tra personaggio e attore, allora io penso che nasca una vera e propria magia”.

Clemente Donadio

Foto di Nicola Ferretino

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