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‘Second Line’, in uscita il secondo videoclip tratto dall’album ‘Sonatin For a Jazz Funeral’

Scritto da Redazione il 26 marzo 2014 in Musica. Stampa articolo

sonatin-for-a-jazz-funeral-hnjDue che si lasciano. Sanno da tempo che devono farlo,  non se lo dicono, fino a quando non arriva il momento. Succede un mattino, a colazione. L’appuntamento è in un bar.

È Second line, la quinta traccia del loro omonimo album, ad ispirare il secondo videoclip dei Sonatin for a jazz funeral. Nello scenario mozzafiato della costiera amalfitana, –  le riprese sono state effettuate tutte a Ravello, tra Villa Maria, Villa Eva e il Bar Calce – , si consuma l’amore di un uomo per una donna. Una passione mai conclusa, una relazione mai chiarita.

“Viens voir maman! Viens voir and find my lung in a song, with my blood and your French accent. Maman, you called me and I ran like a dog like the fog like a needle for your son” canta, calda e penetrante la voce di Luigi Impagliazzo, frontman dei Sonatin fajf.

Tra innesti di loop elettronici e aperture gloriose, Second Line racconta di un pezzo di vita densissimo e forse, realmente vissuto: mesi tremendi e splendidi, come nel più emblematico degli amori sofferti, sintetizzati in una ballata morente.

A dare vita ai corpi dei due amanti, gli attori Valerio Gargiulo e Lucia Rocco.

sonatifajfTratto da un soggetto di Ciro Sabatino, la regia è di Luigi Scaglione. La produzione è di Tippin’ the Velvet, anche etichetta del gruppo.  Il videoclip sarà presentato in esclusiva venerdì 28 marzo in una virtuosa e audace “tripletta” che vedrà Tippin’ the  velvet lanciare in un’unica data ben tre video: insieme a Second Line dei Sonatin for a jazz funeral, saranno presentati ‘Frizzante domenica di dicembre’ di Bogo e Let’s Spank politics degli Yumma-re.

La clip di Second line, sarà disponibile sui principali canali di distribuzione audiovisiva e sul canale youtube della band (sonatin fajf).

I Sonatin for a jazz funeral “rinascono” nel 2012 dalle parti del Vesuvio. Sono un quartetto alternative attraversato dalle influenze più disparate (dal jazz al funky, dal progressive all’indie). Non amano etichette, anche se quella che più gli si confà è la definizione di art rock band.

A comporre la formazione,  Luigi Impagliazzo (Lead voice, Second guitar, Flute), Maurizio Milano (Drums, Synth), Gen Cotena (Lead guitar) e Pierluigi Patitucci (Bass, voice).

I quattro hanno all’attivo un ep di cinque brani, Monochrome SUNSET, un video, Rise up, girato da Andrea Campajola e un album – l’omonimo Sonatin for a jazz funeral – prodotto da Prove di Rock e dalla Tippin’ The Velvet di Gianluigi Manzo, disponibile anche nei principali canali di distribuzione digitale (iTunes, GooglePlay, Spotify, Deezer e altri). È in uscita, venerdì 28 marzo 2014, il loro secondo videoclip, ispirato alla ballata Second line e firmato dal regista Luigi Scaglione.

Quello dei ‘Sonatin For a Jazz funeral’  è un sound poliedrico, sintesi delle molteplici inclinazioni, impressioni, derivazioni che hanno influenzato la band. Nei loro brani, chitarre spigolose flirtano con il suono del corno mediorientale, il math rock più rigoroso incontra overture eroiche e la scala pentatonica giapponese insegue acrobazie rap.

Ascoltarli  è come intraprendere un viaggio intorno al mondo. L’album è un audace bignami in cui scenari musicali diversissimi incontrano il cinema giapponese, gli haiku di  Basho, Rimbaud e i poeti  maledetti e poi, Sartre, Coleridge, Garcia Lorca.

Del resto, il nome della band è una vera e propria dichiarazione d’intenti: “esso – raccontano i Sonatin for a jazz funeral – in parte prende ispirazione da Sonatine, un film del regista giapponese Takeshi Kitano strutturato in tre parti proprio come la forma compositiva della sonatina, in parte (il riferimento è a “Jazz funeral”)  dal modo in cui si celebrano i funerali a New Orleans, dove la scomparsa è commemorata non con una marcia funebre, bensì in maniera allegra e festosa, perché si pensa che l’anima del defunto andrà in un posto migliore”.

 

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