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Salerno. Chiusura metro, De Luca risponde a Vetrella: “Dice solo sciocchezze; dov’è finito Caldoro?”

Scritto da Redazione il 28 marzo 2014 in Evidenza,Politica. Stampa articolo

Vincenzo De Luca 7Salerno. “L’assessore ai Trasporti della Regione Campania dice solo sciocchezze” Non essendo neppure deputato a dirle. E’ un  Vincenzo De Luca sempre più confuso e furioso quello che si affaccia dai teleschermi di Lira Tv, l’emittente preferita utilizzata da Don Vincenzo per inviare urbi et orbi le proprie prediche. A soli tre giorni dalla chiusura ufficiale del servizio il sindaco dapprima risponde a Sergio Vetrella spiegando il perché la responsabilità sia della Regione e non del Comune, salvo poi ricusarlo.

“Il mio interlocutore non è lui, ma il presidente della Regione: in che parte del mondo sta? Dobbiamo chiamare il 113 per sapere dove è andato a finire? Questo giovanotto, buone maniere e cattive abitudini, è lo stesso che nel 2012 ha utilizzato quasi 3 milioni di fondi del presidente ed è lo stesso che in Regione ha costruito strutture amministrative parallele che fanno capo direttamente alla Presidenza e all’Ufficio di Gabinetto, moltiplicando passaggi burocratici e aumentando la spesa per i clienti”.

Le risposte di Don Vincenzo a Vetrella che l’aveva accusato di riversare su altri le proprie responsabilità sono argomentazioni quasi del tutto apodittiche ed a tratti deliranti.

“Il Comune di Salerno – premette  il primo cittadino – ha investito 1,6 milioni – salvo poi sottolineare –  è  un atto di delinquenza politica perché il trasporto pubblico locale è a carico della Regione, perché la regione riceve dallo Stato 550 milioni, 150 dei quali sono destinati a Trenitalia per il trasporto ferroviario. La Regione fa finta di non capire che è lei a doversi far carico degli oneri di gestione della metropolitana”.

Quasi spontanea quindi sorge la domanda del perché il Comune abbia investito tutti questi soldi se l’opera doveva essere a carico della Regione. La risposta ovviamente non c’è, il tutto è sviato su altro.

“Non è una questione di soldi, perché i conti si fanno a fine anno e quasi sempre i conti sono a vantaggio della Regione, perché molti servizi saltano. Nel giugno 2013 – continua – è stato firmato un accordo con Ministero dei Trasporti e Regione Campania, nel quale la Regione si è impegnata ad inserire il servizio metropolitano di Salerno nel novero dei servizi ferroviari regionali.  Poi l’assessore regionale ha voluto far inserire un altro comma: “Alle necessità finanziarie derivanti dalla messa in esercizio si farà fronte nell’ambito del contratto di servizi che la Regione stipulerà con l’azienda dei trasporti con conseguente adeguamento dei trasferimenti di risorse statali”. Il Ministero ha accettato questa formulazione aggiungendo, però, la dicitura nell’ambito delle leggi vigenti”.

Le conclusioni sono in linea con il ragionamento strampalato di cui sopra “Le leggi vigenti impediscono allo Stato di coprire i servizi regionali: inviate le risorse, come utilizzarle è un problema della Regione”.

Alzare ogni giorno di più il livello dello scontro per non ammettere di aver commesso un azzardo, politico e finanziario. E’ la legge dei peggiori biscazzieri e la norma nello scellerato modus agendi di Vincenzo De Luca, sindaco e dominus assoluto di Salerno.

Raffaele de Chiara

 

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2 Responses to Salerno. Chiusura metro, De Luca risponde a Vetrella: “Dice solo sciocchezze; dov’è finito Caldoro?”

  1. francesco

    29 marzo 2014 at 12:54

    Quello che noto a primo acchitto è una Sua ( De Chiara ) palese contrapposizione al Sindaco De Luca. Mi chiedo , poi, invece di rinfacciarsi responsabilità non è possibile avere un contraddittorio tra De Luca e Vetrella e/o Caldoro affinché l’utente si chiarisca bene le idee e valuti serenamente da che parte stanno i torti? Altrimenti hanno tutto ragione e tutti torto.

    • Redazione

      31 marzo 2014 at 12:03

      Gentile Francesco,

      Ciò che muove il mio agire professionale è unicamente la ricerca della verità. Nulla di personale contro il sindaco De Luca verso il quale non nutro né simpatia né antipatia; siamo semplicemente su due fronti opposti. Lui fa il politico, io il giornalista.
      Cordialità
      R.d.C.