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Salerno. Chiusa la Metro, De Luca provoca Caldoro: “Sorrida presidente, sia felice”, il Pd raccoglie firme

Scritto da Redazione il 1 aprile 2014 in Evidenza,Salerno. Stampa articolo

foto Massimo PicaSalerno. La metro chiude i battenti. L’ultima corsa quella di ieri sera avvenuta poco dopo le 22 dalla stazione centrale al Capolinea Arechi ha sancito la fine di un illusione: quella che per risolvere i problemi basti il decisionismo da mastro di feste. Purtroppo non è così e la sospensione del servizio a danno soprattutto dei salernitani onesti che in migliaia si riversarono sui vagoni in occasione del viaggio inaugurale, ne è la triste conferma. L’unica certezza al momento è la speranza di riaprirla nel lungo termine “Si dovrà insistere – dice l’assessore regionale ai trasporti Sergio Vetrella –  nei confronti del Governo affinchè siano stanziati i soldi necessari, eventualmente convertendo quelli erroneamente previsti per l’acquisto di treni. Tale soluzione – sottolinea – è l’unica che consente la certezza su tempi lunghi”.

Le parole arrivano all’esito dell’ennesima riunione tenutasi ieri a Napoli tra l’assessore regionale ai trasporti ed i suoi omologhi in Provincia e Comune Michele Cuozzo e Luca Cascone.

Rimodulazione dei servizi ed individuazione di ulteriori risorse è l’invito finale di Vetrella  rivolto a Palazzo di Città e Palazzo Sant’Agostino. “Senza un accordo da sottoporre al Comitato regionale di Indirizzo e Monitoraggio del TPL è difficile trovare una soluzione ”.

Sullo sfondo la rabbia degli utenti e le strumentalizzazioni di parte della politica. Se il Pd chiede ai propri iscritti, segretari di circolo e dirigenti una  “raccolta firme” a sostegno della riapertura, il sindaco Vincenzo De Luca si fa vivo su facebook. Attraverso un video fa sapere: “Questa mattina si è chiusa la metropolitana di Salerno per un atto di delinquenza politica della Regione Campania. Così viene cancellata l’ipotesi di metropolitana regionale. Il trasporto pubblico locale in Campania è degno del terzo mondo. Sorrida presidente – chiosa con sarcasmo per poi sottolineare -sia felice…”

Dall’altra parte Forza Italia non perde l’occasione per rimarcare l’incompetenza di chi in nome dell’efficienza si ritrova spesso a vendere solo fumo.

“Non esiste alcuna lite  in atto da parte della Regione Campania verso il Comune di Salerno come da parte di Forza Italia verso il Partito Democratico – dice il coordinatore cittadino Antonio Roscia per poi ribadire – La verità – è che la Metropolitana chiude perché il Ministero dei Trasporti, non adegua le risorse statali da trasferire alla Regione Campania onde poter consentire l’inserimento perfetto della Metropolitana di Salerno nel contratto di servizi, così come previsto dall’art. 5 dell’Accordo di Programma stipulato e firmato tra Regione, Comune, Ferrovie e Governo il 6 Giugno del 2013, paradigma giuridico della vicenda”

Difficile quindi per Roscia comprendere le accuse di De Luca.

“Cosa c’entra la Regione Campania? Nulla. Quali colpe ha la Regione Campania? Nulla. Perché invece non si critica il Ministero dei Trasporti del quale per mesi è stato sottosegretario viceministro proprio De Luca? La Regione Campania di Stefano Caldoro aveva l’obbligo di inserire, a norma dell’art. 3 dell’Accordo di Programma, la Metropolitana di Salerno nel sistema ferrato regionale e lo ha fatto , nonostante come da previsioni Salerno non abbia rimodulato il rapporto ferro-gomma” Questa è la verità secondo i forzisti.

“Ha vinto la politica” dice qualcuno riferendosi all’ultimo tentativo fallito di salvare un’infrastruttura decisamente troppo costosa per una città come Salerno. Più che la politica però sembra aver trionfato la sua peggiore interpretazione: quella di chi spinto solo dal proprio tornaconto personale si appropria di troppi meriti tralasciando ad altri le responsabilità del fallimento.

Oltre un milione e mezzo di euro per un progetto, salutato come storico ed abolito dopo appena cinque mesi, è davvero uno sproposito; anche per una città fin troppo tollerante verso le grottesche illuminazioni di Don Vincenzo.

Raffaele de Chiara 

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